Il Tirreno

Grosseto

Sant’Antonio, tolti i sigilli alle villette

di Pierluigi Sposato
Sant’Antonio, tolti i sigilli alle villette

Annullata la confisca, l’imprenditore Concu può rientrare per eliminare gli abusi e terminare il complesso edilizio

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CAMPAGNATICO. E' finita dopo quasi cinque anni. Dal sequestro dell'ottobre 2007 fino all'altro giorno, quando la Corte di appello di Firenze ha autorizzato la rimozione dei sigilli. Giuseppe Concu, già titolare della "Non solo infissi", può rimettere piede nel cantiere delle dodici villette di Sant'Antonio a Campagnatico. Non lottizzazione abusiva, come hanno riconosciuto i giudici di secondo grado, ma semplice abuso edilizio: una contravvenzione secondo la lettera b) e non secondo la lettera c). Sentenza parzialmente riformata in appello (confermate ma ridotte le condanne per Concu e Roberto Serafini, assoluzione per Stefano Rum e Lorenzo Racioppi, proscioglimento confermato per Raffaella Taglialatela) ma soprattutto annullata la confisca del terreno e delle opere, per effetto della concessione in sanatoria del 30 settembre 2008.

«Sì, è così - conferma l'avvocato Gabriella Sartiani, che ha difeso l'imprenditore - Concu adesso può entrare nel cantiere. Butterà giù quelle opere che risultano non conformi nel permesso a costruire n.175 e poi deciderà come meglio riuscirà per la prosecuzione delle opere. Tra l'altro, sono riuscita a ottenere la sospensione dell'esecuzione mobiliare: il complesso di Sant'Antonio non andrà all'asta».

Fine di un'odissea per l'imprenditore («un piccolo imprenditore - precisa Sartiani - una persona che si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato») che ha visto svanire la sua ditta artigiana e che adesso lavora occasionalmente, in un periodo in cui l'edilizia è in crisi profonda. Comunque Concu è stato riconosciuto colpevole: «Ma di una questione enormente minore. Io ero convinta da subito dell'estraneità di Concu dalle accuse. Emergeva dagli atti che non c'era alcun intento corruttivo (non oggetto di questo processo, ndr) e che non si trattava di lottizzazione abusiva. Anzi, mi desta meraviglia che gli effettivi responsabili dell'illecito urbanistico non siamo mai stati rinviati a giudizio. Intendo chi ha fatto l'iter amministrativo e non ha ritirato il permesso a costruire»: riferimento al precedente proprietario. «Purtroppo, l'hanno fatto a polpette. Concu era un piccolo imprenditore che iniziava in quel periodo a superare il primo scalino. All'epoca la ditta aveva venti dipendenti».

Fallimento, ditta chiusa, guai giudiziari e di ogni genere, condanne e assoluzioni. Complesso all'asta: «Ma mi sono opposta e il giudice Pedone mi ha dato ragione. Il 28 marzo scorso c'è stata una prima asta: è andata deserta, con rinvio al 12 dicembre. Ma il 12 dicembre non avverrà più nulla perché la mia istanza è stata accolta. Su quel bene insiste una doppia confisca. Una questione che sarà risolta solo al termine dell'appello per un altro procedimento che interessa un altro imputato».

Concu è autorizzato a entrare nel cantiere, dal 2 aprile scorso. Dovrà eliminare tre tipi di interventi edilizi già eseguiti e che risultano non conformi alla disciplina edilizia, così come individuati dal responsabile dell'area urbanistica del Comune di Campagnatico, l'ingegner Paolo Migliorini, nella sanatoria: 3 solai di copertura sui tre blocchi prospicienti la strada di accesso al cantiere (lato ovest), il solaio di copertura e i pilastri sul blocco 5 sul lato opposto; i pilastri dal piano terra del successivo blocco 6, che risulta non edificato. Poi, una volta eseguito il ripristino, il complesso sarà a posto per ripartire. Se Concu troverà un costruttore, Sant'Antonio diventerà davvero quel complesso residenziale sul quale l'impresario sardo aveva puntato per cambiare la sua vita. Vita che è effettivamente cambiata. Purtroppo, non come sperava lui.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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