Sicurezza
La Provincia farà tagli per 13 milioni
Minori risorse e rispetto del patto di stabilità. L’assessore Balocchi però rassicura: «Vogliamo evitare di alzare le tasse»
GROSSETO. Nonostante nelle casse di palazzo Aldobrandeschi siano custoditi quasi 15 milioni di euro, per far quadrare il bilancio del 2012 la Provincia dovrà effettuare tagli per oltre 13 milioni di euro. Un paradosso economico scaturito dal combinato disposto di minori risorse dal governo centrale e rispetto del patto di stabilità.
A lanciare l'allarme è stato il presidente Leonardo Marras che, ringraziando la protezione civile provinciale per l'impegno profuso nelle emergenze legate prima al naufragio della Concordia e poi alle intense nevicate, ha parlato di un «momento particolarmente difficile. Ancora non abbiamo potuto approvare il bilancio preventivo per il 2012 che rischia di slittare fino a giugno. Ad oggi, infatti, ci mancano alcuni milioni di entrate per poter coprire una previsione di spesa che è minore per oltre dieci milioni di euro rispetto a quella dello scorso anno».
La filiera che causerà un'ennesima stretta ai cordoni della borsa è costituita da tre elementi. «Innanzitutto la riduzione dei trasferimenti - spiega l'assessore al bilancio, Federico Balocchi - poi il patto di stabilità che, oltre ad essere raddoppiato, ci impedisce di utilizzare l'avanzo di amministrazione». Il rendiconto di bilancio del 2011 ancora non è stato approvato, «lo faremo entro maggio», ma le cifre che snocciola l'assessore sono eloquenti. «Abbiamo 14,8 milioni di euro di avanzo di amministrazione, ovvero soldi non spesi negli anni passati che però non vengono considerati come entrate. Inoltre lo stesso patto di stabilità, che per il 2012 è raddoppiato, ci impone un obiettivo di 6,2 milioni di euro. Praticamente dovremo far quadrare il bilancio con 7 milioni di euro in meno di risorse dal governo. In più saremo costretti a realizzare un utile senza poter utilizzare i soldi che abbiamo in cassa».
La questione è materia da ragionieri, però volendo spiegare il patto di stabilità si tratta di formule algebriche che fissano gli obiettivi ed i limiti delle amministrazioni. «Nel bilancio ci sono due voci di spese: quelle correnti, inerenti il funzionamento dei servizi pubblici, e quelle in conto capitale, riferite agli investimenti. Tra queste ultime ad esempio figurano i lavori stradali e l'acquisto di immobili. Insomma tutto ciò che è a lungo termine e rimane nell'inventario».
Fatta questa premessa, il patto di stabilità è il «rapporto tra la spesa corrente (le entrate meno gli impegni di spesa) e la spesa in conto capitale (differenza tra gli incassi e le spese)».
Quindi 7 milioni di tagli e 6,2 milioni di utile da raggiungere obbligatoriamente costringeranno Palazzo Aldobrandeschi ad una "manovra" da 13,2 milioni di euro.
Le tasse principali che finiscono direttamente nelle tasche della Provincia sono tutte in qualche modo legate alle automobili: la Cosap su tassi carrabili e l'Ipt (imposta provinciale di trascrizione), oltre ad una percentuale sulla tarsu. «Ma vorremmo evitare di alzarle, considerando che i cittadini sono già vessati dall'aumento delle imposte a livello nazionale, regionale e comunale con l'Imu».
Considerando che l'avanzo di amministrazione «potremo utilizzarlo solo per estinguere i mutui e non rappresenta un utile», come riuscirete a rispettare il patto di stabilità? «A queste condizioni è impossibile».
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