Sicurezza
L’amministratore sparisce, condominio senz’acqua
ORBETELLO. Una storia dai tanti punti interrogativi, quella di via Maceo Ugazzi, dove sedici inquilini di una palazzina di proprietà dell'Epg rischia di rimanere a corto di acqua senza saperne il...
ORBETELLO. Una storia dai tanti punti interrogativi, quella di via Maceo Ugazzi, dove sedici inquilini di una palazzina di proprietà dell'Epg rischia di rimanere a corto di acqua senza saperne il perchè.
Tutto ha avuto inizio una quindicina di giorni fa, quando, aprendo i rubinetti, gli abitanti di quelle case popolari si sono ritrovati a secco. Appurato che non si trattava del consueto lavoro di manutenzione dell'acquedotto del Fiora, ma che l'acqua risultava staccata con apposito bollo apposto sul contatore, il signor Pinemonte Nesci, uno degli abitanti, ha cercato di mettersi in contatto con l'amministratore condominiale, delegato dall'istituto, per avere quanto meno chiarimenti. Risposte negate a tutti i residenti della scala, i quali, al momento, attendono ancora direttive per capire come comportarsi. Le motivazioni dell'interruzione del servizio, che comunque dovrebbe essere garantito come bene primario, sembrerebbero risalenti ad un mancato pagamento della quota annua all'Acquedotto del Fiora.
Quota che i condomini affermano di aver pagato all'amministratore, al momento non rintracciabile. «Siamo stati tenuti all'oscuro prima del blocco - dice Nesci, diventato portavoce dello stabile in protesta- poi delle cause che ha portato a questo». Recatosi all'Epg di Grosseto, accompagnato da altri vicini, il signor Nesci afferma di esser stato rimbalzato alle stanze del municipio orbetellano, dove il dirigente agli affari generali, Elena Guarino, si è presa carico della causa ed ha inviato una raccomandata all'amministratore, adesso esonerato dal suo ruolo sotto richiesta dei residenti dello stabile.
Trovate due amministratrici di fiducia, i residenti, però, continuano a nutrire i loro dubbi sull'ex gestore dei loro affari. «In questa palazzina risiedono tutte persone anziane - prosegue Nesci - Molte delle quali con problemi motori, gente che ha solo una pensione sociale da cinquecento euro al mese. La nostra paura è quella che, tra una quindicina di giorni, vengano a portarci via l'autoclave». Pare infatti che all'acquedotto del Fiora non siano pervenute le somme relative al pagamento del servizio per i due anni passati, rispettivamente il 2010 e 2011. Una situazione che preoccupa non poco i più che hanno versato senza ritardi i pagamenti dovuti e che, legittimamente, adesso si chiedono «anche se non tutte le quote non dovessero esser pervenute, perché farla pagare a tutti e farci restare senza acqua?». Ma soprattutto, «i nostri soldi, che fine hanno fatto?».
(c.d.v.)
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