Finanza
Furto di rame, due restano in cella
Messo ai domiciliari il terzo uomo arrestato dai carabinieri
MASSA MARITTIMA. Due restano in carcere, uno trascorrerà le festività pasquali ai domiciliari. Così ha deciso il gip Bilisari sugli arresti e sulla richiesta di misure cautelari formulate dal pm Pizza per le tre persone (vi sarebbe un quarto ritenuto responsabile, non individuato) fermate per il furto - aggravato dal numero delle persone - delle tubazioni di rame dagli appartamenti di Borgo Perolla. Rame che non è stato trovato sull’auto su cui i tre viaggiavano (a bordo c’erano strumenti per lo scasso) ma in parte a casa di uno di loro.
Restano in carcere Giuseppe Di Girolamo (difesa Natalini) e Marian Vasile Uta (difesa Dragotta), abitanti a Grosseto: il giudice ha ritenuto la frequentazione-coabitazione dei due (le rispettive compagne sono cugine) un motivo fondato per ritenere che anche Uta, incensurato, sapesse da dove arrivava quel rame trovato nella disponibilità di Di Girolamo (che ha invece precedenti specifici).
Occasionale, invece, sempre secondo il gip, l’intervento di Fabrizio Marri (difesa Di Meglio) che oltretutto manca di precedenti, a parte un paio di questioni legate al codice della strada. Dunque, a quest’ultimo - che ha anche tenuto un atteggiamento collaborativo - possono essere concessi i domiciliari a Montiano.
Uta ha risposto al giudice con l’aiuto di un’interprete, spiegando di non conoscere il motivo per il quale era stato fatto il “viaggio”.
La società che ha costruito il Borgo aveva denunciato la scomparsa delle tubature, lamentando un danno per un valore complessivo di trentamila euro.
Il terzetto era stato fermato dai carabinieri della stazione di Massa Marittima a bordo dell’auto di Di Girolamo. Un testimone aveva riferito della presenza sospetta di 3-4 persone.(p.s.)
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