Sicurezza
Ex Ilva, non ci sono case nei progetti dell’area
Uno spazio enorme in stato di completo abbandono attende la ristrutturazione Una decina di famiglie che ci abita da anni è in attesa di sapere cosa accadrà
FOLLONICA. Il futuro dell’ex Ilva non prevede degli appartamenti in quell’area. Nel sogno di ridare nuova linfa al centro storico della città del Golfo, diventato realtà grazie ai finanziamenti regionali del Piuss, non trovano spazio le famiglie che da anni vivono negli alloggi ricavati dai vecchi fabbricati. Almeno così dicono i progetti.
Degrado. Quello spazio enorme, cuore pulsante della vita lavorativa dei primi follonichesi, (lì trovavano spazio le fabbriche per la lavorazione della ghisa grazie alle quali la città di Follonica si è sviluppata nel corso degli anni), è in uno stato di abbandono non certo degno della sua storia. Erbacce, edifici in degrado, spazi che con l’oscurità della notte diventano luoghi di incontro per i malintenzionati, porte spaccate e finestre rotte. Passeggiando in quelle stradine sterrate non si ha affatto il senso del recupero della memoria, piuttosto sembra di entrare in uno spazio avulso d al resto della città, dove la trascuratezza è diventata padrona di casa. Restyling. Serve una ristrutturazione totale che riporti l’Ilva alle sue origini, con musei, teatri, sale polivalenti, spazi verdi dove trascorrere il tempo. Bene: tra un po’ (difficile dire quando) la speranza prenderà forma, e Follonica riavrà una parte del suo passato. Ma risolto un problema ce n’è un altro. Che fine faranno le famiglie che vivono lì da molti anni? Si tratta di appartamenti che si trovano qua e là, alcuni ricavati all’interno delle mura di recinzione, altri dietro la Biblioteca della Ghisa, altri ancora nella vecchia Torre dell’Orologio.
I residenti. Una decina di nuclei e tre famiglie in attesa di conoscere se sono inquilini regolari o no: questa la popolazione dell’Ilva.
Da quando il Comune ne è entrato in possesso, grazie al federalismo demaniale, quelle persone non sanno quando dovranno andarsene e se sarà assicurata loro una nuova sistemazione. Ne hanno sentito parlare, ma di ufficiale non c’è nulla. Tutti loro, eccetto chiaramente gli abusivi, hanno sempre pagato il canone al demanio, così come le bollette dei vari servizi e le tasse. Persone comuni che con gli anni hanno reso vivibili quegli alloggi, che oggi chiamano casa. Commenti. «Per ora non ci hanno fatto sapere nulla», spiega Graziella Signori. «L’unica cosa che è certa è che stanno mandando via gli abusivi. Questa è la mia casa da 27 anni, se sono tranquilla? Quando ho chiesto spiegazioni in Comune mi hanno rassicurato, quindi per adesso lo sono, poi vedremo».
Dello stesso parere anche Roberta Righi, vicina della signora Graziella. «Io sto qua dal 2006, dal demanio non arriva più l’affitto e così stiamo aspettando che qualcuno ci dica cosa fare»”. Poi c’è chi quella casa ha chiesto di poterla comprare ma non gli hanno mai dato risposta. «Se il demanio voleva vendere perché non le ha venduti a noi gli alloggi? Glielo chiediamo da anni», racconta amareggiato il signor Calò. «Non siamo per nulla sereni, anzi. Non sappiamo mai nulla, e quindi come potremmo esserlo?».
Un’abitante della Torre dell’Orologio, spiega di aver sempre pagato tutto e quindi si sente «protetta». Mentre dal Comune dicono che quando decideranno cosa fare i primi a saperlo saranno proprio loro. Ma per adesso non ci sono novità.
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