Finanza
Il Tar: no alle case all’hotel David
Bocciata la trasformazione in civili abitazioni, confermato l’annullamento dei permessi a costruire
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. È una conferma pesante quella che arriva dal Tar della Toscana sulla vicenda della trasformazione dell'hotel David da Rta in civili abitazioni, dopo le tante polemiche ha sollevato negli ultimi mesi a Castiglione. Il tribunale amministrativo, con la sentenza 692 ha respinto il ricorso della Società cooperativa edificatrice Poggio d'Oro Soc. Coop, difesa dall'avvocato Antonio Stancanelli, confermando le motivazioni alla base del provvedimento di annullamento dei permessi a costruire, depositato neanche una settimana dopo l'udienza. La “querelle” sulla trasformazione delle ricezioni turistico alberghiere in appartamenti aveva fatto parlare soprattutto alla vigilia delle passate elezioni: la giunta dell'allora sindaco Monica Faenzi aveva puntato forte su questo tipo di indirizzo fin dall'ottobre del 2010.
Una decisione “politica” che aveva fatto cadere diverse teste nella maggioranza (su tutti gli assessori Aldo Iavarone e Stefano Donati in aperto dissenso sulle trasformazioni), scontrandosi anche con la ferma opposizione del centrosinistra, che aveva ribattuto in tutte le sedi istituzionali che questo tipo di operazione, basata sulla compensazione urbanistica, non si doveva e poteva fare.
La trasformazione delle Rta dell'hotel David in civili abitazioni era un progetto fortemente voluto e pensato dal centrodestra, collegato alla realizzazione di 16 alloggi per le giovani coppie, a carico del lottizzante, da costruirsi parallelamente al cambio delle Rta, in località la Valle. Il responsabile del servizio pianificazione del comune di Castiglione, con una ordinanza, aveva comunque dato il permesso a costruire per trasformare lo storico albergo in cima alla collina di Poggio d'Oro, con una vista mozzafiato sulla costa, ma ormai chiuso da anni, in 44 appartamenti residenziali.
L'intervento fu censurato già nell'ambito della conferenza paritetica inter-istituzionale tra Comune, Provincia e Regione, dove era stata evidenziata la necessità di rivalutare la previsione all'interno del redigendo regolamento urbanistico (che poi non è stato approvato), nonché di conformarlo alle norme del piano strutturale con cui contrastava apertamente.
Il responsabile del settore urbanistica della giunta Faenzi dunque, nonostante fosse sospesa l'efficacia della variante che prevedeva la trasformazione, rilasciò egualmente i permessi a costruire. Nel mezzo il sequestro da parte della Guardia di Finanza dell'intero incartamento, con l'istruttoria ancora aperta. La nuova amministrazione guidata dal sindaco Giancarlo Farnetani, appena insediatasi, tramite il consiglio comunale, deliberò di prendere atto delle indicazioni della commissione paritetica, rivalutando l'intervento di trasformazione all'interno del nascente regolamento urbanistico e annullando le delibere approvate dalla giunta Faenzi.
Il nuovo responsabile del settore urbanistica, l'ingegner Donatella Orlandi, avviò così il procedimento per la verifica di legittimità dei permessi a costruire, sia per la mancata esecutività della variante da cui nascevano, sia per i contrasti con le norme statutarie del piano strutturale (in particolare la dimensione minima degli alloggi). Procedimento che di fatto si è concluso con l'annullamento. La Coop Poggio d'Oro fece ricorso al Tar chiedendo la sospensiva che gli fu negata, e poi la discussione nel merito. L'amministrazione comunale si è costituita nel giudizio rappresentata dall'avvocato del Comune di Castiglione Daniele Falagiani con domicilio eletto presso l'avvocato Simone Nocentini di Firenze.
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