Sicurezza
Gli stabilimenti balneari si uniscono in consorzio
Avviato il procedimento per fare fronte comune contro la crisi L’assessore Rapezzi: «Apprezzo il loro sforzo, diventeranno più forti»
FOLLONICA. Far fronte comune per sconfiggere la crisi economica e per essere preparati alle modifiche continue delle normative.
I proprietari degli stabilimenti balneari follonichesi hanno avviato un percorso di approfondimento per valutare come poter trasformare il loro gruppo in un consorzio, dandogli quindi un effettivo inquadramento giuridico. L’associazione Stabilimenti Balneari, che raggruppa il 99% degli imprenditori follonichesi impegnati in questo specifico settore turistico, si è costituita quasi trent’anni fa: già all’epoca l’idea di unirsi per organizzare al meglio la gestione delle loro imprese, con l’intento pure di mettere in campo azioni di salvaguardia del litorale, fu avveniristica. Quel sodalizio è risultato produttivo rendendo più consapevole e unita la categoria, tanto che oggi sempre con uno quello spirito innovativo che li ha contraddistinti in passato, gli imprenditori hanno deciso di compiere un passo in avanti, modificando l’assetto del loro gruppo in qualcosa di più concreto, che abbia una precisa forma giuridica, che sia essa un consorzio, un distretto turistico oppure un’associazione temporanea di imprese.
Crescere nella direzione giusta, avendo ben presente la situazione attuale dell’economia dove, come spiegato anche dallo stesso assessore al bilancio del comune di Follonica Donatella Rapezzi, uno dei pochi modi per rimanere a galla è quello di fare “massa critica”, e cioè unirsi. L’iter messo in atto infatti ha ricevuto il plauso dell’amministrazione comunale: per arrivare ad una conclusione ci vorranno almeno due anni l’importante però, secondo l’assessore è impegnarsi in questo senso.
«Stanno lavorando per costituire un consorzio - spiega la Rapezzi - Ho apprezzato e incentivato il loro sforzo che li renderà più forti rispetto al mercato, anche a livello di introiti da poter poi reinvestire. Follonica in questo ambito è già un passo avanti rispetto ad altre realtà simili; l’associazione ha dato negli anni un notevole contributo per affrontare questioni importanti come quelle relative al ripascimento dell’arenile, alla sicurezza dei bagnanti e alla pulizia delle spiagge. La normativa in atto va verso un’idea globale e non più locale: si ha più forza chiaramente affrontandola insieme».
Il progetto è piaciuto talmente all’assessore da essere portato dallo stesso come esempio nei confronti del resto dell’imprenditoria locale. Le imprese che caratterizzano la città del Golfo sono per lo più piccole o medie, perciò diventa fondamentale adesso, per guardare al futuro, riuscire a coalizzarsi. «Le varie realtà imprenditoriali unendosi aiutano gli enti pubblici a portare la ricchezza nel territorio, una ricchezza che sia patrimonio e lavoro», conclude la Rapezzi.
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