Il Tirreno

Grosseto

NAUFRAGIO CONCORDIA

«Così è salva l’attività dei diving»

Parla l’avvocato Lecci. Intanto la Procura ha ascoltato l’equipaggio

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ISOLA DEL GIGLIO. «Fortunatamente, l’attività dei diving adesso è salva. E di ciò non possiamo che essere soddisfatti». L’avvocato Alessandro Lecci, che tutela il Comune di Isola del Giglio, commenta così l’ordinanza con la quale è stata ripristinata la possibilità di fare il bagno alle Scole e in tutti i punti dell’isola non interessati dalle operazioni di recupero di Costa Concordia.

«La precedente ordinanza - aggiunge il legale - praticamente impediva ogni attività di quel genere, anche solo per la partenza dal porto. Questa ordinanza contempla le esigenze di indagine e quelle turistiche». Lecci aveva presentato l’istanza il 16 marzo: «La decisione è stata presa in tempi molto rapidi. I diving avevano dovuto tenere in sospeso le prenotazioni nell’impossibilità di garantire l’attività. Il Comune aveva chiesto l’annullamento totale o un ambito di divieto ristretto nello spazio (e questa è stata la soluzione adottata) oppure limitata nel tempo».

Intanto procede il programma finalizzato alla scelta del progetto per la rimozione del relitto, che dovrebbe avvenire per intero. Una volta rimessa in linea di galleggiamento, la nave sarà portata in un bacino in grado di garantire lo svolgimento delle operazioni di ripristino. C’è anche Palermo tra i porti che sarebbero stati individuati come idonei per le riparazioni. Maggio potrebbe essere il mese in cui le operazioni potrebbero realmente avere inizio.

Costa Concordia deve comunque tenere conto delle esigenze di indagine legate allo svolgimento dell’incidente probatorio: il gip Montesarchio ha dato facoltà ai quattro periti di compiere un sopralluogo sulla nave affondata. Una delle numerose attività riepilogate nei cinquanta punti del quesito formulato il 3 marzo. E fino a che gli esperti non lo avranno effettuato (o avranno comunicato la rinuncia ad avvalersi di tale facoltà), nulla può essere rimosso.

Intanto la Procura di Grosseto ha ascoltato nei giorni scorsi 23 membri dell’equipaggio di quel 13 gennaio. Costa Concordia li ha rintracciati (erano dislocati per lavoro o per altri motivi un po’ dappertutto) e li ha fatti giungere a Napoli, dove hanno risposto alle domande degli inquirenti.

(p.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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