Il Tirreno

Grosseto

Cgil: «A Chirurgia una situazione esplosiva»

Il sindacato denuncia: «Infermieri schiacciati da carichi di lavoro insopportabili. Dirigenti “sordi”»

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GROSSETO. Una situazione «esplosiva», un carico di lavoro «insopportabile», una direzione aziendale «che sottovaluta i problemi». La Cgil lancia un grido d’allarme dai setting, le nuove aree nate accorpando i vecchi reparti, all’ospedale Misericordia e negli altri presidi sanitari sul territorio. «Gli infermieri che lavorano nei setting - spiega Patrizia Giuliani, responsabile della sanità della Funzione pubblica della Cgil - hanno oramai superato la soglia della sopportazione, schiacciati da carichi di lavoro insopportabili, ostaggio della disorganizzazione e oggetto continuo di lamentele da parte dell’utenza».

«La situazione più critica - sottolinea Giuliani - riguarda il setting di chirurgia: 35 posti letto sempre occupati e con un tasso di ricambio continuo, con dieci letti fisicamente decentrati, ai quali afferiscono 7 diverse specialistiche con tanto di medici, protocolli operativi e medicinali, vengono gestiti quotidianamente da 4-5 persone, comprensive di infermieri e operatori socio sanitari. Un setting a media intensità di cura al quale fanno riferimento 5 sale operatorie distribuite su 4 diversi piani».

Più d’una sono le criticità lamentate. «Non solo gli infermieri, che sono palesemente pochi, vengono obbligati a perdere tempo nel trasportare i malati da un angolo all’altro dell’ospedale perché mancano gli operatori socio sanitari che erano stati promessi - spiega il sindacato - ma sono anche costretti a farsi carico dell’insoddisfazione e del malcontento dei pazienti e dei loro familiari, che sempre più spesso vengono manifestati in modo eclatante. Insomma, una situazione esplosiva che non fa bene alle persone e delegittima quotidianamente il servizio sanitario regionale e le professioni».

Un problema che Giuliani definisce «figlio di precise responsabilità della direzione aziendale, che sottovaluta i problemi più volte segnalati, e di chi ha dirette responsabilità nell’organizzazione di servizi, protocolli e procedure».

«L’esperienza fatta in questi mesi, purtroppo, ci dice che la riorganizzazione è stata fatta solo a parole - conclude Giuliani - e che infermieri e Oss sono ostaggio di dirigenti spesso autoreferenziali che non ascoltano, non si confrontano e in alcuni casi non rispettano nemmeno gli accordi sottoscritti. Dimostrandosi solerti solo nel rispondere quando qualcuno prende le vie legali. Un modo di governare la macchina della sanità che non siamo più disposti a sopportare».

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