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il legale di alcuni proprietari

Biogas, diffida al Comune «Sacra non ha alcun titolo»

Biogas, diffida al Comune «Sacra non ha alcun titolo»

CAPALBIO. È guerra aperta, amministrativamente parlando, sugli impianti biogas, pratica per la quale il Comune aveva rilevato la mancanza del titolo alla conduzione del terreno. Titolo che invece la...

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CAPALBIO. È guerra aperta, amministrativamente parlando, sugli impianti biogas, pratica per la quale il Comune aveva rilevato la mancanza del titolo alla conduzione del terreno. Titolo che invece la società Sacra ritiene pienamente efficace.

Adesso l’avvocato Michele Greco, che tutela alcuni proprietari della zona, ha inviato una diffida con la quale viene chiesto di annullare immediatamente la determinazione del settore tecnico del Comune di Capalbio con la quale il 14 dicembre scorso era stata approvata la variante al Piano di miglioramento agricolo di Sacra «poiché il proponente non aveva al tempo dell’approvazione(e non ha oggi) alcun titolo idoneo a sostenerne l’approvazione». E al dipartimento sviluppo sostenibile della Provincia chiede di «chiudere immediatamente il procedimento di autorizzazione unica, annullando la conferenza dei servizi dell’11 aprile, non essendo la Società agricola Sacra mai stata in possesso di alcun titolo idoneo a dimostrare la disponibilità del suolo su cui realizzare l’impianto».

Di ciò il legale è venuto a conoscenza da vari documenti, tra cui quello nel quale i proprietari del terreno «disconoscono il contratto di affitto del dicembre 2011 tra Sacra e Romano Scaringella» perché questi non avrebbe avuto titolo: i proprietari dei terreni Pizzingrilli e Santinelli disconoscono il contratto di affitto perché il mandato non avrebbe consentito a Scaringella di affittare fondi rustici. Vi è poi un documento nel quale vi è la risoluzione del contratto di affitto «tra Sacra e Romano Scaringella, il quale rivela l’esistenza di un accordo dissimulato tra le parti, taciuto alle amministrazioni e ai confinanti e finalizzato a risolvere il contratto di affitto nello stesso momento in cui questo è stato stipulato».

Una documentazione che «getta inquietanti ombre sull’intera vicenda», argomenta il legale, perché Scaringella non avrebbe avuto poteri di stipula e perché agli enti locali e ai confinanti (ai fini della prelazione) sarebbe stata prospettata «una situazione diversa da quella reale».

Intanto l’assessore regionale Bramerini ha specificato che la Regione non ha poteri di verifica sulla legittimità degli enti locali, rispondendo a un’interrogazione del consigliere Luca Agresti (vicepresidente della sesta commissione), il quale si è dichiarato insoddisfatto. «Credo che la Regione debba dare un giudizio di merito su una questione così delicata – ha detto Agresti – e sulla quale l’interesse dell’esecutivo dovrebbe essere forte».(p.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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