Sicurezza
Abbellita la porta, l’altare è stato rifatto
Lavoro d’equipe certosino tra lo scomparso architetto Asti, i decoratori e don Gianni Malberti
CASTIGLIONE. La nuova “chiesina” di Santa Maria del Giglio è stata studiata in ogni più piccolo particolare. Un lavoro certosino da parte di don Gianni Malberti, ma anche dei progettisti, gli architetti Roberto Asti (che purtroppo a causa di una malattia che lo ha portato via troppo presto non ha potuto vedere finiti i lavori), e della sua compagna Cristiana Boschi, e anche della ditta Giovane Italia che ha proceduto materialmente alla ristrutturazione, oltre ai decoratori che hanno fatto i ritocchi finali. L'idea di base è stata quella di “arricchire” il più possibile la chiesa, lasciando inalterato però l'esistente, anche se riportato a nuova vita. La ricerca, meticolosa, ha riguardato l'intera architettura, riletta in chiave sacra e liturgica.
Già la porta d'ingresso, e quella che conduce alla piccola sacrestia, ripristinata, (il mobilio è stato fatto su misura) hanno ritrovato l'antico splendore di un tempo. La prima impressione appena affacciati dentro la chiesa è di una maestosità, pur nel raccoglimento e nelle piccole dimensioni. Il “corridoio” centrale già racchiude un nuovo messaggio, singolare: sulle mattonelle in cotto perugino (prima c'era un graniglia anni cinquanta) sono decorati a mano cinque rosoni con un giglio, in onore della Madonna, e 12 stelle che rappresentano il sentiero di accompagnamento di Maria verso Gesù Cristo. Completamente rifatto l'altare: un pezzo unico di travertino, con una terracotta incastonata e con inciso il simbolo di Kirò, con la croce centro, alfa e omega e sotto un piccolo pesce. Anche l'Ambone è un pezzo unico di travertino, e anche qui una terracotta incisa simboleggia il roveto ardente, simbolo mariano.
La seduta del presidente dietro l'altare è disegnata con un'onda di cristallo: al centro una croce di legno incisa in onore di Cristo e una "M" stilizzata a simboleggiare il nome di Maria. Più in alto sulla volta una citazione latina: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio”. Il tabernacolo invece rappresenta il sole su sfondo blu, con una luce dietro che propaga il volere di Gesù. Completamente pulite le tabelle della via Crucis e il Paliotto, il vecchio altare della Compagnia del Santissimo Sacramento, al centro della parate di destra, con sopra la statua di Maria e al lato quella di Gesù, anche questa completamente restaurata. (en.gi)
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