Sicurezza
Spianano le pistole e rapinano le Poste per pochi spiccioli
Colpo a Tirli nel giorno di pagamento delle pensioni Anziani tenuti sotto scacco dai malviventi, bottino 50 euro
TIRLI. Pistole in pugno, passamontagna calati sul volto e quel brivido che corre lungo la schiena.La rapina all’ufficio postale di Tirli, il giorno in cui si pagano le pensioni agli anziani del paese, è stata pianificata fin nei minimi dettagli. Ma i tre banditi che hanno fatto irruzione ieri mattina alle 9.30 nell’ufficio un dettaglio non lo avevano calcolato: i soldi delle pensioni erano stati già depositati nella cassaforte e quello che sono riusciti ad arraffare, alla fine, è stato un bottino da trentacinque euro. Gli spiccioli che erano dietro al bancone.
L’allarme è scattato alle 9.30 circa. Il furgone portavalori però, a Tirli, c’è arrivato un paio d’ore prima. O comunque, prima che l’ufficio aprisse al pubblico. L’unica impiegata che lavora in quell’ufficio ha avuto il tempo di aprire e richiudere la cassaforte. Poi si è sistemata dietro al bancone.
Nelle piccole poste di Tirli ieri mattina i pensionati aspettavano il loro turno per prendere i soldi con i quali dovranno fare il conto tutto il mese. Hanno visto entrare tre uomini, con i volti coperti. Due di loro hanno tirato fuori una pistola.
«State calmi, non succede nulla. Non vogliamo prendere i vostri soldi». Mentre i due rapinatori cercavano di rassicurare gli anziani, tenendoli sotto tiro, il terzo ha scavalcato il bancone, sotto gli occhi atterriti della dipendente che non è riuscita a dire nulla. È durato tutto pochissimi minuti. L’uomo ha preso gli spiccioli che erano nel cassetto del bancone, poi è saltato dall’altra parte del tavolo ed è uscito con i suoi complici.
Non potevano sapere che il bottino sarebbe stato così magro. Non hanno però nemmeno tentato di dire alla donna di aprire la cassaforte. Sapevano che il tempo a loro disposizione era pochissimo, ma non potevano certo prevedere di rischiare così tanto per un pugno di euro.
I tre si sono allontanati da Tirli a bordo di una Uno bianca. L’allarme è arrivato subito al 112 e in pochi minuti i militari sono arrivati all’ufficio postale dove hanno raccolto le testimonianze dei clienti e della dipendente. Erano confusi sull’accento con il quale parlavano i tre banditi, forse dell’Est Europa. Hanno soltanto indicato la direzione presa dall’auto che è stata trovata a meno di un chilometro di distanza, in una strada poderale che va verso Pian d’Alma. Da lì, poi, i tre hanno cambiato mezzo e si sono dileguati nel nulla.
I carabinieri hanno organizzato una vera e propria caccia all’uomo, ma dei tre banditi non è ancora stata trovata traccia. La Uno bianca era stata rubata qualche giorno fa a Siena e chi ieri mattina ha fatto il colpo (da 35 euro però) alle poste di Tirli, ha dimostrato di conoscere bene il territorio e di sapersi muovere. Perchè quel paese arroccato sulle colline di Castiglione è attraversato da due sole strade, ma è un dedalo di vie e terreni dove è facile fuggire.
Lo hanno fatto ieri mattina i tre rapinatori che con quel colpo, probabilmente, non hanno ripreso nemmeno le spese della benzina che è servita loro per arrivare fin lassù e far spaventare a morte quegli anziani in fila a prendere la loro pensione.
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