Il dolore
«Porto, incontro costruttivo»
Ma i sindacati sottolineano che i licenziamenti restano una minaccia
SCARLINO. Il prossimo appuntamento è per l'11 aprile, mercoledì prossimo. Un altro faccia a faccia tra i vertici di Marina Management e le rsa aziendali del porto turistico di Scarlino, dopo quello di martedì. Il primo tavolo di concertazione è servito alle parti per mettere le carte sul tavolo. Un incontro "costruttivo", dicono i sindacati, ma il licenziamento collettivo annunciato dalla società, nell'ottica di una ristrutturazione del personale, resta ancora una minaccia concreta per i ventotto dipendenti del porto. Parliamo di un minimo di cinque posti (come prevede la norma del licenziamento collettivo), anche se i numeri nelle ultime settimane si sono rincorsi: prima 12, poi 8. Nessuno dei protagonisti del tavolo si sbilancia, ma è chiaro che all'orizzonte dei moli ancora non si vede sorgere il sole. La società, seduta al tavolo con i suoi legali (era presenta anche Confindustria), ha spiegato quali sono i problemi per il rilancio del porto, legati ai bilanci. I sindacati hanno avanzato le proprie proposte, basate sull'utilizzo di ammortizzatori sociali. Cassa integrazione in deroga, appositamente creata per il settore turistico. I vertici aziendali hanno promesso di valutare tali proposte, dandosi appuntamento a dopo Pasqua: mercoledì, appunto.
Non c'è soltanto la pressione dei sindacati, che, quando è iniziata a circolare la voce dei licenziamenti, hanno minacciato anche iniziative clamorose, sciopero compreso. Infatti a fare pressioni sulla società c'è anche il mondo politico locale, da Scarlino a Follonica, dalle maggioranze comunali alle opposizioni. Tutti a chiedere un ripensamento da parte di Marina circa i licenziamenti. «A tutti i dipendenti del porto del Puntone il nostro massimo sostegno - dice il coordinatore Luigi Costagli, che se la prende con il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri - Circa 2 mesi fa, il Comune di Scarlino ha stipulato una nuova convenzione con Promomar. - dice - A nostro parere è carente sotto molti aspetti ma in modo particolare non salvaguarda l'occupazione di tutti i lavoratori». Secondo il pidiellino infatti «sarebbe stato sufficiente che il sindaco, nel regolamento del porto, avesse introdotto dei punti a tutela del territorio e dei dipendenti».
E sostegno arriva anche dal consiglio regionale, con una mozione approvata con voto unanime che impegna la giunta per «attivarsi presso la proprietà aziendale affinché siano scongiurati i licenziamenti e sia mantenuta l’alta professionalità dei lavoratori coinvolti». Primo firmatario Paolo Marini (Pd) presidente della commissione Emergenza occupazionale
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
