Il Tirreno

Grosseto

Luzzetti dona la Pietà, un altro passo verso la Pinacoteca

di Lorenzo Santorelli
Luzzetti dona la Pietà, un altro passo verso la Pinacoteca

L’opera del Cigoli sarà esposta al Museo dal 12 maggio Il Comune ha stanziato per l’evento ventimila euro

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GROSSETO. Le spoglie mortali di Cristo raffigurate da uno dei più importanti artisti barocchi avvicinano Gianfranco Luzzetti alla sua Grosseto. Il celebre collezionista ha infatti donato la "Pietà" di Ludovico Cardi detto il Cigoli (1559 - 1613) al Museo archeologico e d'arte della Maremma dove, dal 12 maggio al 16 settembre, verrà ospitata la mostra intitolata "Bellezza e religiosità in Ludovico Cardi detto il Cigoli". «Dopo averla acquisita da una famiglia molto importante di Firenze - racconta l'antiquario che in una villa sui colli del capoluogo toscano ha riunito la maggior parte della sua collezione, costituita da pitture e sculture dal '300 al '600 - la Pietà del Cigoli mi è sembrato un bellissimo regalo da offrire alla mia città. L'opera andrà ad arricchire la collezione comunale d'arte e rappresenterà il primo passo di un protocollo d'intesa finalizzato a disciplinare il mio futuro lascito e rendere operativa e vitale la pinacoteca».

Il dipinto verrà affiancato da altri lavori che serviranno a contestualizzarne la genesi: "Il compianto su Cristo morto" di Alessandro Bardelli (1583-1633), conservato nel Museo Civico di Prato e copia del "Compianto" di Cigoli che si trova nel Kunsthistorisches Muesum di Vienna; un arazzo mediceo raffigurante la stessa opera e custodito in una delle sale di Palazzo Pitti a Firenze; le riproduzioni fotografiche del gruppo scultoreo della Pietà di Michelangelo, di due disegni del Louvre ("Mise au tombeau" sempre di Cardi) e dell'originale "Compianto" conservato nel museo viennese.

«Per presentare questo capolavoro, e celebrarne l'importanza con il consueto scrupolo scientifico e filologico - spiega Luzzetti - ho voluto realizzare una mostra scegliendo personalmente le opere che nell'allestimento affiancheranno il dipinto del Cigoli. L'obiettivo è quello di aiutare il pubblico a contestualizzarne l'ambito di riferimento e le matrici culturali». Così sono state designate sia opere originali sia riproduzioni che permettono di «comprendere tutto il fascino di un dipinto che, riuscendo a coniugare la delicatezza degli sfumati e delle variazioni tonali con la violenza degli accenti timbrici vivaci e preziosi, conquistò così tanto il pubblico dell'epoca da indurlo a desiderare, nei suoi rappresentanti più facoltosi, il possesso di una replica».

Inizialmente l'inaugurazione della mostra era prevista per Pasqua ma, per motivi burocratici legati alle attività delle soprintendenze, è stata rimandare a maggio. Per realizzarla la giunta ha stanziato 20mila euro che andranno a coprire i costi dei lavori, delle assicurazioni e della comunicazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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