Attenzione
Emergenza casa, si cambia Residenti in pole position
Regole più restrittive per accedere: punteggio maggiore per chi vive qui da 3 anni Sel: «Non è un progetto di inclusione, il regolamento sembra scritto dalla destra»
GROSSETO. L'emergenza abitativa è sempre meno uguale per tutti. Il consiglio comunale ha approvato, a maggioranza, un regolamento che, secondo le opposizioni, «sembra scritto dal centrodestra» e che restringe i criteri di accesso alle graduatorie dell'emergenza abitativa privilegiando quei cittadini che vivono da più tempo a Grosseto e innalzando da 2 a 3 anni di residenza il requisito necessario per presentare la domanda.
La novità che, senza dubbio, ha fatto più discutere e ha ottenuto anche l'insolito risultato di unire, nel giudizio, il centrodestra e la sinistra. «Il testo è veramente un buon testo – ha detto infatti il consigliere del Pdl Pierfrancesco Angelini esprimendo soddisfazione – Quando l'ho letto la prima volta, da estraneo avrei detto che l'aveva scritto qualcuno del centrodestra».
Analoga valutazione, ma senza alcuna soddisfazione, invece, l'ha espressa la capogruppo di Sel Cristina Citerni. «Mi dispiace – ha detto – dovermi associare a quello che ha detto Angelini, ma purtroppo devo dire che sembra anche a me che questo regolamento sia scritto dal centrodestra. Mi pare – ha aggiunto – che vada a lisciare il pelo a quel concetto di grossetanità e di esclusione sociale che non ci vede d'accordo. L'accesso a tutti i sevizi sociali deve essere inclusivo, sulla base non dell'appartenenza, ma del bisogno della persona».
L'assessore all'emergenza abitativa Luca Ceccarelli, presentando le modifiche al regolamento aveva spiegato che in primo luogo si era «cercato di tutelare maggiormente coloro che in questa città hanno progetto di vita: se sono un nuovo residente – aveva spiegato – e dopo un anno perdo il lavoro, la filosofia deve essere quella che vado a cercare lavoro dove c'è, mentre non può essere così per chi risiede qui da 20 anni».
Ma che la norma non piaccia a tutti, nemmeno nella maggioranza, lo si è capito da qualche mugugno nei corridoi e lo si è intuito anche da un accenno del consigliere del Pd Lorenzo Mascagni, al fatto che in effetti non si stesse discutendo di realizzare più abitazioni per l'emergenza abitativa, ma di come regolamentare l'accesso, e lo stesso assessore ha precisato che «le case adibite ad emergenza abitativa sono 92 al Poggio e poche altre dell'Epg, ma le persone ancora in fila per accedervi sono oltre 150. È evidente la necessità di essere equi e selettivi». Sono i criteri di selezione, però, a non piacere a Sel. «Non è che se escludiamo delle persone – ha detto la Citerni – queste persone vengono cancellate. E se non ragioniamo in termini di inclusione avremo una città non solo meno giusta, ma anche meno sicura». Ma anche il centrodestra è rimasto insoddisfatto. Angelini avrebbe voluto norme maggiormente restrittive, soprattutto escludendo dalla possibilità di concorrere le famiglie non fondate sul matrimonio, e il capogruppo del Pdl Giacomo Cerboni, che ha contestato il fatto che nel concetto di famiglia sono ricompresi anche amici conviventi, di cui sia certificata la convivenza anagrafica, a prescindere dalla natura del legame che li unisce, aveva richiesto un nuovo passaggio in commissione.
Di fatto però, il nuovo regolamento contiene quel premio alla residenza che il centrodestra aveva richiesto già nella passata consiliatura, un principio contenuto anche nel programma elettorale di Mario Lolini che, infatti, ha scelto, insieme ai consiglieri della lista Lolini, di astenersi, differenziandosi dal Pdl che, insieme a Sel, al Movimento 5 Stelle e a Grosseto Oggi, ha votato contro.
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