Il Tirreno

Grosseto

«O ci danno un posto o ne occupiamo uno»

«O ci danno un posto o ne occupiamo uno»

Le due famiglie turche sfrattate tornano in Comune: per loro un contributo da mille euro

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GROSSETO. «I servizi sociali ci hanno minacciati: se non avessimo accettato i 1000 euro si sarebbero rivolti al tribunale per farci togliere i bambini. Siamo stati costretti a prenderli, ma questi soldi non risolvono il nostro problema, al massimo lo rimandano. Perché non è possibile andare a vivere in una delle tante case vuote sparse per la città? Perché non vengono controllati seriamente gli inquilini degli alloggi dell’emergenza abitativa, molti dei quali abitano lì da anni pur non avendo una reale necessità?». Può sembrare paradossale con i tempi che corrono lamentarsi di un contributo dell’amministrazione, ma la risposta che danno all’unisono le due famiglie turche finite in mezzo alla strada è la cifra del loro disagio. Dopo lo sfratto i quattro giovani genitori speravano di ottenere un tetto, seppur in una casa piccola e senza comfort, sotto il quale dormire insieme ai figli piccoli. Invece a lenire le ferite del malessere saranno 1000 euro a famiglia, in attesa dell’assegnazione di un appartamento al Poggio. «Così riusciremo al massimo a pagare l’affitto per due o tre mesi – dice sconsolata Esma Esin - ma senza lavoro e con i tempi lunghi delle graduatorie a breve saremo punto e daccapo». Alle 8.30 di ieri mattina Esma e il marito Ozgur Yldiran sono andati insieme a Nursel ed Ersoy Suleyman, l’altra famiglia sfrattata, all’ufficio delle politiche sociali del Comune. Nonostante entrambe le coppie avessero le rispettive figlie al seguito, Asya di 3 ed Elif di 2 anni, non sono mancati i momenti di tensione. «Volevamo occupare simbolicamente gli uffici di via Damiano Chiesa – prosegue – ma i funzionari hanno chiamato la polizia municipale e ci hanno detto di accettare i soldi e andare via, altrimenti avrebbero presentato denuncia al giudice per farci portare via figli». Dopo aver abbandonato gli uffici dell’emergenza abitativa le due coppie hanno fatto la spola in Comune, dove sono state accolte nuovamente dal vicesindaco Borghi e, per pochi minuti, anche dal sindaco Bonifazi. «Forse ci eravamo illusi, ma il giorno precedente ci era stato garantito un aiuto a trovare una sistemazione. Oggi invece l’atteggiamento è stato quello di “prendete i 1000 euro ed arrangiatevi”». «Mia figlia sta poco bene e devo portarla al pronto soccorso – aggiunge Ersoy, – ma se non la fanno dormire lì già da stasera proverò ad occupare una casa vuota. So che è sbagliato ma non possiamo vivere su un marciapiede». Esma invece già da ieri ha girato tutta la provincia in cerca di un agriturismo o una casa in affitto, ma la bella stagione alle porte non aiuta. «Quasi tutti sono pieni per lai Pasqua o hanno già prezzi “vacanzieri”. Se trovassimo un affitto alla nostra portata, 2/300 euro al mese, saremmo ben contenti di pagarlo. Per questo lancio un appello a chi è proprietario di case sfitte: dateci una mano». Intanto oggi pomeriggio in consiglio comunale verrà approvato il nuovo regolamento per l’emergenza abitativa. Le disposizioni stabiliranno i criteri di accesso alle graduatorie per i 92 alloggi del Poggio più la quota di appartamenti di edilizia residenziale pubblica, quindi in mano all’Epg, destinati alle situazioni più delicate. Pur mancando ancora l’ufficialità, il gruppo consiliare del Pd parla di «modifiche che tengano conto delle nuove situazioni di difficoltà che oggi colpiscono quanti fino a ieri potevano considerarsi autonomi». Il consigliere del Pdl Angelini invece preannuncia la presentazione di otto emendamenti. Tra le richieste avanzate: una detrazione di punteggio per chi ha commesso reati contro il patrimonio, la distinzione tra chi è rimasto senza lavoro senza colpa e chi invece a causa di comportamenti “dolosamente voluti”, l’esclusione dalle graduatorie dei “conviventi more uxorio”.

Lorenzo Santorelli

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