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Imu: «Colpire soprattutto le seconde case»

Imu: «Colpire soprattutto le seconde case»

Rinnovamento Area Democratica chiede alla giunta Cerulli di tutelare i cittadini meno abbienti

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PORTO SANTO STEFANO. Il Movimento Rinnovamento Area Democratica, nato di recente all’Argentario, invia un comunicato firmato dai coordinatori Riccardo Alocci, Ottorino Fanciulli, Massimo Schiano, a proposito della temutissima Imu, l’imposta che – per decisione del governo Monti – prenderà il posto dell’Ici.

«Le note dolenti per le tasche dei cittadini – scrive il movimento – riguardano il rialzo della rendita catastale nella misura del 5 per cento e la crescita dal 100 al 160 per cento della base imponibile sulla quale calcolare l'imposta. Questi nuovi parametri saranno applicati in egual misura a tutti i contribuenti italiani e produrranno un enorme gettito nelle casse dello Stato. Fortunatamente i Comuni su tali parametri hanno un enorme margine di manovra in aumento o in diminuzione».

E qui si arriva alla politica locale. «Auspichiamo che la nostra amministrazione applichi alle prime case l’aliquota più bassa, così da favorire i ceti meno abbienti. Infatti sulla prima casa l’Imu è fissata allo 0,4% e tale valore può essere aumentato fino allo 0,6% a discrezione dei singoli Comuni, ma anche diminuito fino allo 0,2%. Sulla seconda casa invece l’aliquota è dello 0,76%, con possibilità di variazione del 3% in aumento o in diminuzione. Inoltre sono previste delle detrazioni di 200 euro per la prima casa e di ulteriori 50 euro per ogni figlio residente in essa, sotto i 26 anni»

Secondo Area democratica «si evince che molti proprietari di sola prima casa, appartenenti ai ceti medio-bassi, potrebbero risultare quasi esenti da questa nuova imposta qualora il Comune applicasse l’aliquota più bassa e ciò sarebbe auspicabile visto il grave momento di crisi che attanaglia il Paese e visto anche che buona parte della nuova imposta sarà finanziata da imprenditori, commercianti e artigiani locali, che oltre all'imposta sulla prima casa, dovranno pagare nuovi salassi anche per gli immobili delle loro attività. Tenendo conto che il Comune di Monte Argentario (secondo i dati del bilancio di previsione dello scorso anno), incassa già circa 5.760.000 euro di Ici (sono escluse le prime case ), chiediamo che qualora il Comune avesse la necessità di aumentare tale incasso con la nuova imposta Imu, lo faccia innalzando l’aliquota per le seconde case e non quella sulle prime case. L’amministrazione di Monte Argentario ultimamente non è mai stata troppo sensibile ai costi dei servizi essenziali al cittadino e ha sempre apostrofato provvedimenti di solidarietà per l’accesso al credito delle piccole imprese come “inutile beneficenza”. Eppure in momenti di crisi economica riesce sempre a trovare risorse per vasi e aiuole a tappeto. Auspichiamo però che, almeno in questa occasione, la maggioranza dia un cenno di civiltà e di vicinanza alle classi meno abbienti abbracciando il nostro suggerimento».

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