Il Tirreno

Grosseto

Il sindaco inonda il ministero di email

di Francesca Gori

Bellumori protesta per il divieto della Soprintendenza a installare attrezzature rimuovibili dalla costa

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CAPALBIO. La doccia fredda ricevuta due giorni fa dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Siena ha scatenato un vero e proprio putiferio. Al sindaco di Capalbio sono piovute ieri telefonate da tutta la costa toscana, per capire meglio la questione. E lui, Luigi Bellumori, non ha perso altro tempo prezioso e ha scritto al ministro per i Beni e le attività culturali Lorenzo Ornaghi, al suo capo di gabinetto, al dirigente generale , al capo dell’ufficio legislativo, a quello della segreteria del ministro e alla presidenza e a tutti i senatori che compongono la tredicesima commissione permanente, quella dedicata al Territorio, ambiente e beni ambientali del Senato.

La questione è importante, e la stagione estiva rischia di segnare il segno meno sulle coste maremmane. Per questo Bellumori ha coinvolto nella sua protesta anche il presidente della Regione Enrico Rossi e l’assessore al Territorio Anna Marson e, ovviamente, la direzione regionale per i Beni culturali. Perché la bocciatura alla richiesta del bagno Frigidaire, a Bellumori non è proprio andata giù.

«Ho soltanto segnalato agli organismi che possono prendere decisioni in merito - spiega - tutti i dinieghi che stiamo ricevendo da parte della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto, sulle richieste di autorizzazioni paesaggistiche relative alla posa stagionale sull’arenile degli stabilimenti balneari o delle aree attrezzate». Strutture che vengono tolte a fine estate: cabine, spazi ombra, pedane, torretta del bagnino.

«I dinieghi rilasciati tengono conto della scheda di paesaggio all’interno dell’Ambito n. 26 contenuta nel P.I.T. della Regione Toscana - dice Bellumori - ma l’ interpretazione che la Soprintendenza per le Province di Siena e Grosseto dà al punto 38 dell'allegato del decreto 139, se da un lato riguarda le autorizzazioni che durano più di 120 giorni, che vanno con la procedura semplificata, quelle con durata inferiore a 120 giorni vengono intese sottoposte a procedura ordinaria». Quello che Bellumori contesta è l’obbligo, per quelle strutture che non sono fisse sull’arenile, di chiedere l’autorizzazione per la realizzazione. «Due giorni fa eravamo alla Soprintendenza - dice - dove abbiamo capito che risulta impossibile autorizzare ogni e qualsiasi intervento stagionale sul litorale di Capalbio anche di durata inferiore a 120 giorni e anche se questo tipo di interventi sono previsti nel regolamento urbanistico». Applicare alla lettera il Pit e il decreto significa impedire ogni tipo di intervento nei bagnetti. Non sono in quelli della costa capalbiese, ma anche in quelli di tutto il resto della Maremma. «È necessario aprire una riflessione legislativa di metodo e di merito - dice il sindaco - Sulla necessità e sull’opportunità di tale riflessione null’altro è da aggiungere poiché risulterebbe offensivo per l’intelligenza dei soggetti destinatari il solo farne menzione di ridette motivazioni». Le parole di Bellumori inviate a tutti coloro che qualche decisione possono prenderla, la dicono lunga sul clima che si respira a Capalbio, ma non solo, da quando la Soprintendenza ha detto no anche alla torretta di salvataggio sulla spiaggia dello storico stabilimento Frigidaire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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