Il Tirreno

Grosseto

Destra e sinistra, le elezioni dell’addio

di Gabriele Baldanzi
Destra e sinistra, le elezioni dell’addio

A maggio si vota in 3 Comuni della Maremma: folla di candidati sindaci, alleanze trasversali, i grandi partiti in affanno

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GROSSETO. Ieri, a mezzogiorno, sono scaduti i termini per la presentazione delle candidature alle elezioni amministrative del 6-7 maggio.

In provincia di Grosseto si vota a Campagnatico, Manciano e Pitigliano. Oggi sapremo, dopo attenta valutazione della commissione prefettizia, se tutti gli schieramenti in campo, potranno vedere il proprio simbolo stampato sulle schede. Cosa che accadrà solo se le firme risulteranno validamente autenticate.

Se occorreva una riprova delle difficoltà che attraversano Partito democratico e Popolo della Libertà, ciò che è accaduto nelle ultime settimane – nei tre comuni dell’entroterra – dimostra ormai la fluidità delle posizioni, dei programmi.

Uno stato confusionale figlio, senza dubbio, della crisi politica nazionale, con i partiti maggiori che, a volte, non hanno il nome, altre volte ne hanno troppi. Che non attraggono più i cespugli. Che rischiano di sbagliare cavallo. E così proliferano transfughi, cani sciolti, disubbidienti. Prevale il personalismo sulla sintesi.

Il dato certo è che ovunque può bastare un modesto 30 - 35 per cento dei voti per indossare la fascia tricolore.

È una fase di passaggio. Non esiste altrimenti una spiegazione ai 14 candidati a sindaco per tre paesi che, messi insieme, a stento superano i diecimila abitanti complessivi. Fatte le proporzioni, è come se a Grosseto si presentassero un centinaio di aspiranti primi cittadini.

Più che un segnale di vitalità, questa “fioritura” è la spia lampante di incertezza e litigiosità .

Prendiamo Sel, per esempio. A Campagnatico sceglie di allearsi con Fed e Idv e candida Euro Rocchi. Lo scontro era stato proprio sul suo nome. In una logica di ringiovanimento Pd e Api non lo volevano in lista. Un po’ come Timo Fè (Idv), commerciante, ora primo sostenitore di Rocchi. La rottura qui si è consumata sui nomi, mica sul programma. Anche se il Pd ha lasciato trapelare che era fuori dal mondo la richiesta di Sel di esprimere il vicesindaco in caso di vittoria.

Veleni che non hanno poi impedito di stringere un patto elettorale a Pitigliano e a Manciano, dove Sinistra e Libertà si è allineata sui candidati Pd e ha rinunciato alle primarie.

Il Psi fa lo stesso. A Pitigliano, dove il partito del neosegretario Francesco Giorgi puntava tutto sul sindaco Dino Seccarecci, è stata raggiunta un’intesa per dare una mano al candidato che più di ogni altro fa ombra al Pd, cioè Pierluigi Camilli, moderato, alla testa di una lista civica sostenuta ufficialmente dal Pdl. Anche a Manciano, dove hanno percentuali importanti, i socialisti sono fuori dal centrosinistra. Nessun accordo con Galli, Bulgarini tira la volata all’ex primo cittadino Mario Mecarozzi e farà il vicesindaco in caso di successo.

Insomma, a maggio gli elettori sapranno per chi andranno a votare. Per quali idee, invece, difficile spiegarglielo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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