Il dolore
«Garantirò l’unità che finora non c’era»
Diva Bianchini, assessore al turismo, si candida a sindaco di Pitigliano. Lavoro, anziani e turismo le sue priorità
PITIGLIANO. Diva Bianchini, 63 anni, insegnante elementare in pensione, due mandati da assessore con l’amministrazione di Augusto Brozzi e poi con quella uscente di Dino Seccarecci, si presenta alle elezioni.
In più di un’occasione lei ha lamentato ostacoli che le hanno impedito di espletare al meglio il suo incarico; come sono andate le cose?
«Intanto l’organizzazione e il metodo di lavoro fra gli amministratori non ha permesso un’attività improntata sulla continuità della condivisione delle scelte che dovevano incidere nei vari settori. Poi gli elementi del gruppo non sempre sono riusciti a entrare in sintonia, per cui le difficoltà dei rapporti personali si sono tradotte in difficoltà operative. Il ruolo che ho avuto è stato quello di curare un settore che è trasversale (deleghe all’economia e alle attività promozionali, ndc) perché un prodotto turistico si crea con l’apporto di più competenze; venendo a mancare la collegialità e la condivisione, difficilmente si raggiungono gli obiettivi.
Lei faceva parte del Pd, ma cos’è accaduto?
«Dopo le votazioni per il consiglio provinciale che avevano determinato il formarsi di un consistente gruppo coeso, a un certo punto dopo queste elezioni si è frantumato tutto fino ad arrivare al congresso del 2010, gestito in modo antidemocratico, dal quale è derivato un percorso basato sulla chiusura totale e oscurantista, anche nei confronti della mia persona: le mie vicende personali all’interno del Pd e di conseguenza all’interno della giunta hanno risentito di questo clima. Attualmente non conosco direttamente le vicende interne al Pd, ma recepisco una profonda insoddisfazione verso una forza politica che a Pitigliano avrebbe dovuto e potuto essere l’asse portante dello scenario politico».
Dall’ex maggioranza sicuramente escono tre liste: la sua e quelle di Camilli e Ferri.
«Questo ci riporta alla prima risposta: una simile situazione non può essere che figlia del percorso di questi ultimi 5 anni: è la prova che le difficoltà di essere un gruppo ha fortemente condizionato il raggiungimento di alcuni risultati. Attualmente a Pitigliano non c’è una forza politica in grado di dare garanzie ai cittadini: non credo che siano gli accordi trasversali, come quelli tra Pd e Pdl locali, a dare risposte vere, progettuali, in grado di risolvere i problemi».
Come si connota la lista?
«È una lista formata da persone nuove alla politica e provenienti da vari settori della società; insieme a me hanno deciso di impegnare le loro competenze e il loro tempo al servizio della comunità, con l’intento di attuare una vera partecipazione che porti ad un rinnovamento sia nel metodo che nella formazione di una nuova classe amministrativa; conosciamo bene il territorio.
Quali sono le emergenze che vanno affrontate?
«Abbiamo un’alta percentuale di anziani, e giovani che hanno difficoltà a trovare lavoro, ovviamente anche in riferimento alla non facile situazione nazionale. Dobbiamo cercare di valorizzare e tutelare le potenzialità del territorio, che è soprattutto a vocazione turistica, cominciando a mettere in campo una progettualità concreta, magari fatta di piccole cose, con una squadra unita e coesa che abbia già condiviso metodi e obiettivi».
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