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È il momento della verità per il porto di Scarlino

È il momento della verità per il porto di Scarlino

GROSSETO. Siamo giunti al momento della verità. Questo pomeriggio si terrà il primo tavolo di concertazione tra le rappresentanze sindacali aziendali e i vertici di Marina Management circa i...

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GROSSETO. Siamo giunti al momento della verità. Questo pomeriggio si terrà il primo tavolo di concertazione tra le rappresentanze sindacali aziendali e i vertici di Marina Management circa i licenziamenti al porto turistico di Scarlino.

Almeno cinque i posti di lavoro in ballo, su cui i sindacati hanno già detto di non aver intenzione di cedere di un millimetro, mentre la politica compatta si schiera con i lavoratori. La trattativa non si preannuncia semplice, anzi. La società è alle prese con i bilanci che non quadrano e come annunciato a suo tempo per far quadrare i numeri entro il 2013 avrebbe ideato una ristrutturazione del personale. Un’idea ribadita anche durante l’incontro in Provincia la settimana scorsa, quando l’avvio dell’iter per i licenziamenti è stato «impedito» dalle istituzioni sedute a quel tavolo, come ha spiegato il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri, presente insieme al presidente Leonardo Marras e al sindaco di Follonica Eleonora Baldi, dato che 15 dei 28 dipendenti di Marina arrivano dal golfo.

Proprio quest’ultima, alla vigilia del tavolo di concertazione, è intervenuta sull’argomento. «Sono al fianco dei lavoratori – dice la Baldi - Confido che possano essere studiati  piani industriali adeguati , che possano “passare” attraverso una   strutturazione ma non necessariamente attraverso i  licenziamenti, optando  magari verso ripensamenti strategici e gestionali». Ecco, questa rappresenta non solo una posizione ultracondivisa dalle istituzioni, ma anche una spina nel fianco per Marina Management. Da Bizzarri a Marras, infatti, tutti spingono la società a cercare soluzioni verso una maggiore flessibilità dei posti di lavoro, ricorrendo ad ammortizzatori sociali.

I sindacati stessi hanno aperto le porte a questa possibilità, dicendosi disposti a trattare per una cassa integrazione in deroga ma non sui licenziamenti. Neanche uno. E questa convergenza di vedute istituzionali certo non gioca a favore dell’ipotesi ristrutturazione. Perché nei lunghi dibattiti che si sono seguiti all’uscita della Marina Management un aspetto è uscito fuori ben chiaro: la politica locale, per intero, è contraria a questi licenziamenti. Quella padrona di casa, poi, ha un'arma all'apparenza potente per fronteggiare l’ipotesi: la nuova convenzione. Un grilletto che potrebbe essere premuto con il benestare tanto di opposizioni che di maggioranza. Il governo scarlinese ha detto che questa situazione «fa sorgere anche forti preoccupazioni sulla possibilità di mantenere gli impegni presi attraverso l’accordo appena firmato con l’amministrazione comunale per il completamento delle opere che consentirebbe di terminare quanto previsto dal piano regolatore del porto». E che, nel caso, la maggioranza è pronta «a sostenere qualunque iniziativa di mobilitazione e di lotta che i lavoratori intenderanno intraprendere».

 Una posizione decisa e condivisa anche dalla lista d’opposizione La Rinascita di Scarlino. «Gli strumenti per intervenire al Comune non mancano, basterebbe applicare le indicazioni dell'ultima convenzione che impegna la società al mantenimento degli attuali livelli occupazionali con la finalità di incrementarli per il futuro. – si legge in una nota - Se l'amministrazione non fosse in grado di farla rispettare dubiteremmo fortemente sulla futura efficacia di questo protocollo».

Alfredo Faetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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