Il Tirreno

Grosseto

«Chigiotti non aveva conflitti di interesse» La difesa di Bonifazi

di Enrico Pizzi
«Chigiotti non aveva conflitti di interesse» La difesa di Bonifazi

Il sindaco: «Cessato ogni incarico professionale col Comune quando gli chiesi di presiedere il comitato elettorale»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «Quando ho chiesto all'architetto Giuseppe Chigiotti di presiedere il mio comitato elettorale, non aveva più alcun incarico professionale con il Comune».

Secondo il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, dunque, non siamo di fronte ad alcuna ipotesi di conflitto di interessi o scelta inopportuna, come aveva invece dubitato il capogruppo del Pdl, Giacomo Cerboni che il 3 giugno, a urne appena chiuse, aveva chiesto chiarimenti, sulla questione, all'ordine degli architetti di Grosseto. Ma c'è di più. Bonifazi spiega anche – in aperto contrasto con il parere dell'ordine – che l'incarico dato a Chigiotti nel 2008 per il progetto preliminare del Centro degli Etruschi poteva essere affidato direttamente, senza alcuna gara, e afferma che lo stesso Chigiotti, «professionista di chiara fama che aveva dato la sua disponibilità al Comune in un momento in cui per noi era urgente avere il progetto preliminare per partecipare al bando regionale», nel caso in cui si fosse andati a una progettazione esecutiva di quell'opera da 15 milioni euro, si sarebbe fatto da parte e non avrebbe nemmeno partecipato alla gara per quell'incarico, perché in quel caso sì – dice il indaco – che sarebbe stata necessaria la gara e in quel caso sì che sarebbe stato inopportuno un incarico a Chigiotti, dopo che aveva presieduto il suo comitato elettorale.

Il coinvolgimento della V commissione, alla quale i consiglieri del centrodestra hanno chiesto di chiarire se sia stato corretto l'affidamento diretto all'architetto Chigiotti della progettazione preliminare del Centro degli Etruschi, è un passo grave. Così Bonifazi inizia con un po' di storia. L'incarico a Chigiotti risale al 29 ottobre del 2008 e i tempi per la progettazione erano particolarmente brevi – entro il 20 marzo del 2009 il progetto avrebbe dovuto essere presentato alla Regione per concorrere alla ripartizione dei fondi del piano integrato di sviluppo urbano sostenibile (piuss). «Se l'ordine degli architetti ritiene l'affidamento irregolare, perché non ha fatto ricorso al Tar?» chiede il sindaco ricordando però, per esempio, che il Tar della Puglia ha affermato che la necessità di non perdere un finanziamento regionale è una buona ragione anche per ritirare un bando e procedere a un affidamento diretto.

Bonifazi chiarisce che anche da un punto di vista del valore economico, nulla impediva di andare a affidamento diretto.«L'articolo 125 del codice degli appalti – spiega – consentiva, per importi al di sotto dei 20mila euro netti, ora aumentati a 40mila, l'affidamento diretto e per il progetto preliminare affidato all'architetto Chigiotti il Comune ha speso 19mila 500 euro più Iva e cassa». Se, poi, come afferma l'ordine degli architetti, la questione da valutare, per decidere sul tipo di procedura, dovesse essere quella del valore complessivo dell'opera, «Bisogna tenere presente – spiega Bonifazi – che a Chigiotti è stato chiesto, praticamente, uno studio di fattibilità, ed è solo da lì che è venuto fuori il valore dell'opera». Il bello è che, alla fine, l'opera pensata dall'architetto Chigiotti nemmeno si farà. Soldi non ce ne sono, in Comune, e così, come avviene per quasi tutti gli altri piuss, si sta aspettando che la Regione regolamenti una rimodulazione dei progetti. Per Grosseto si sta lavorando su una localizzazione del centro di documentazione della civiltà etrusca nell'ex sede della Chelliana, in via Mazzini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore