Finanza
Imu, giustizia, strade: Arcidosso decide
Tanti gli argomenti in discussione al consiglio comunale di venerdì. L’importo dell’imposta però spetta all’Unione
ARCIDOSSO. Un’Imu targata Amiata, un ponte che non si farà e un ufficio di conciliazione che invece sarà aperto. Il consiglio comunale di Arcidosso di venerdì scorso è stato zeppo di argomenti, con qualche voto unanime su questioni come il servizio dell’ufficio di conciliazione, ma anche botta e risposta su argomenti caldi come l’Imu.
Incognita Imu. L’Imu, l’imposta municipale unica che va a sostituire la vecchia Ici e la cui entità, per ora, è un oggetto misterioso, è stata portata in dibattito dal consigliere Lega Nord Michele Nannetti che invoca l’aliquota al 2 per mille. Richiesta giudicata demagogica dalla maggioranza che ha risposto per bocca del sindaco Landi prima e dell’assessore Feri poi. «Con l’Imu - ha chiarito il sindaco - i comuni perdono i trasferimenti dello Stato e per di più, per gli incassi sulle seconde case, devono conferire allo Stato circa la metà dei soldi. Per cui bisogna fare bene i conti e far quadrare i bilanci, per garantire con gli introiti, i servizi ai cittadini. Non vorremmo pesare troppo sulle famiglie ma bisogna equilibrare il bilancio. Le entrate, comunque, dovranno essere equivalenti con quelle che avevamo in precedenza e ci garantivano servizi prioritari».
L’assessore Feri spiega che, fatti due conti superficiali, «se l’Imu fosse al 2 per mille ed essendo dimezzati gli introiti sulla seconda casa, mancherebbero alle casse comunali circa 500mila euro. Una catastrofe». Il nodo Imu, comunque, sarà sciolto nell’Unione speciale dei comuni del 5 aprile, perché è stato ritenuto condivisibile dagli 8 sindaci amiatini, che tutti i comuni avessero la stessa aliquota. «Si lavora in una logica di territorio - spiegano gli amministratori - e il 5 aprile ogni Comune porterà le sue proiezioni e poi decideremo. L’obiettivo è non appesantire, ma garantire i servizi esistenti sì. I conti dei bilanci devono tornare».
D’accordo sulla conciliazione. Voto consiliare unanime, invece, per la creazione di un organismo pubblico di conciliazione, in mancanza del giudice di pace soppresso di recente. Per questo si erano già mossi sia Michele Nannetti della Lega Nord, che la maggioranza, che aveva preso contatti con la camera di commercio. «Il 5 aprile - spiega Landi - andremo a sottoscrivere una convenzione proprio con la camera di commercio per approvare un ufficio di conciliazione a servizio di tutti i comuni. Anche questo, in un’ottica di territorio».
Lavori pubblici. Numerosi i punti discussi in consiglio sui lavori pubblici. Tra i vari argomenti (si veda il box accanto sulla decisione riguardo al ripristino del ponte medievale ai piedi del paese), si è parlato anche di una delle opere più importanti e attese dai cittadini, la strada di accesso all’area artigianale. Entro un anno, forse addirittura prima dei dodici mesi, la strada di accesso sarà pronta.
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