Toscana
Gigliesi agguerriti contro il giudice «Ora in Cassazione»
Associazione di duecento abitanti presenta ricorso Chiesta la pubblicazione dei progetti per rimuovere la Costa
ISOLA DEL GIGLIO. Di tempo, prima che la Costa Concordia uscirà dal panorama dell’isola del Giglio, ne passerà ancora molto. E proprio in previsione di quei lavori di rimozione dopo e di svuotamento e bonifica prima, che i gigliesi avevano costituito un’associazione: per la tutela del territorio. Con l’avvocato Pierpaolo Lucchese, avevano presentato un’azione cautelativa in tribunale. Ma il giudice per le indagini preliminari Valeria Montesarchio, quelle associazioni le ha escluse tutte, S.o.s. Concordia compresa. Ora l’associazione è tornata alla carica e l’avvocato Luccese ha presentato ricorso per Cassazione contro il provvedimento di estromissione dal processo del 3 marzo.
«Durante l’incidente probatorio - spiega l’avvocato - l’associazione S.O.S Concordia, che si era costituita insieme a tutti i suoi aderenti parte offesa nel procedimento penale contro Schettino e gli altri 8 indagati, è stata estromessa dal giudice Montesarchio perché ritenuta parte non interessata all’incidente probatorio, salvo il successivo diritto di costituirsi parte civile».
L’amarezza dell’avvocato, è quella delle duecento persone che hanno fondato l’associazione. «Sono loro - spiega Lucchese - a ritenere illegittimo il provvedimento del giudice». L’avvocato Pierpaolo Lucchese insieme alla collega Silvia Sclano hanno deciso di fare ricorso in cassazione per l’annullamento dell’ordinanza.
«Si tratta di un gravissimo errore giudiziario - commentano gli avvocati - il giudice, sbagliando, ha emesso un provvedimento “abnorme” in palese violazione delle norme di legge. Non è il giudice a decidere chi è offeso e chi non lo è, questa valutazione è lasciata alla legge ed alla Procura».
E infatti, la procura, qualche settimana dopo la tragedia del naufragio della Costa Concordia ammise la costituzione dell’associazione e di tutti i suoi aderenti come persone offese dal reato. Ieri i due avvocati erano al Giglio, per incontrare i quasi duecento abitanti dell’isola che hanno dato loro mandato di andare avanti in Cassazione.
Il direttivo, a tutela del territorio e degli aderenti all’associazione, hanno anche dato incarico agli avvocati di chiedere formalmente la pubblicazione dei progetti sulla rimozione della nave.
«Quello che vogliono - aggiunge Lucchese - è partecipare attivamente alla scelta della società che verrà incaricata per la rimozione del relitto, ritenendo necessario che lo stesso non venga smantellato sul posto ma venga rimosso integro».
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