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RISCHIO INQUINAMENTO

Da domani l’Arpat studia la bonifica di tutta l’area

Da domani l’Arpat studia la bonifica di tutta l’area

GAVORRANO. Duecento tonnellate di rifiuti speciali o pericolosi nel bel mezzo della campagna non sono uno scherzo. I danni che possono provocare sono enormi, se non ci sarà un intervento mirato. Per...

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GAVORRANO. Duecento tonnellate di rifiuti speciali o pericolosi nel bel mezzo della campagna non sono uno scherzo. I danni che possono provocare sono enormi, se non ci sarà un intervento mirato. Per questo la guardia di finanza si è data subito da fare con tutti gli altri soggetti per togliere di mezzo quella discarica. Dalla Provincia all’Arpat, tutti hanno ricevuto un fascicolo con l’elenco dei rifiuti. «Certo, il pericolo di una contaminazione ambientale c’è, data la mole dei materiali» spiega Giampiero Sammuri, dirigente dell’area Ambiente della Provincia. In questi giorni è fuori dalla Maremma, ma il tecnico assicura che lunedì, «esamineremo con attenzione la vicenda». Nessun allarmismo, ma è ovvio che l’impatto ambientale della zona è una questione delicata. Anche perché in quella zona passa proprio un ruscello, fosso Valle Cava, in grado di trasportare le componenti inquinanti dei materiali e farli filtrare fino alla falda acquifera presente sotto il terreno. «La presenza di un fiume però non vuol dire necessariamente che venga inquinata la falda. – spiega Sammuri – Dipende dalla capacità impermeabile del terreno». Insomma, occorrerà aspettare il risultato delle analisi, necessarie anche per dare il via alla bonifica dell’area. In questo senso la guardia di finanza si è già attivata con l’Arpat. In attesa del dispositivo del magistrato, le due parti si aggiorneranno nei prossimi giorni, in modo da fare un primo sopralluogo e dare il via alle verifiche. Un passaggio che ancora non c’è stato perché nella discarica, nonostante tutto, non ci sono rifiuti classificati come tossici, ad esempio l’amianto. La legge prevede che la rimozione, l’avvio al recupero e allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dei luoghi sia a carico dei colpevoli dei coniugi, accusati del reato di divieto di abbandono ed attività di gestione di rifiuti non autorizzati. (a.f.)

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