Sicurezza
Tenta di uccidere un compaesano investendolo in auto
Muratore di 42 anni denunciato dalla polizia stradale Un vecchio incidente all’origine dell’episodio
GROSSETO. La polizia stradale ne è sicura praticamente al cento per cento: quello avvenuto giovedì in via Attilio Regolo, dietro alla chiesa di San Giuseppe, non è stato un investimento casuale ma un tentativo di omicidio. Con questa ipotesi, ma senza alcuna misura restrittiva, un uomo di 42 anni è stato denunciato dalla polizia stradale alla Procura della repubblica. Sarebbe stato lui, muratore di origini casertane ma residente in città, a guidare la Fiat Marea che intorno alle 6 del mattino ha investito un suo concittadino, anche lui muratore, di 37 anni, anche lui abitante a Grosseto, rimasto ferito e trasportato al Misericordia.
Perché l’investimento? Perché ci sarebbe stata una vecchia ruggine - così ha raccontato la vittima - legata a un incidente avvenuto qualche mese fa. Nulla invece ha detto l’indagato che, ascoltato negli uffici di piazza Palatucci alla presenza di un avvocato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha dei precedenti penali per furto di vecchia data, come del resto la vittima.
La storia era iniziata con una telefonata alla centrale operativa della polizia stradale: veniva segnalata la presenza di una persona investita in via Regolo, strada che collega via Ansedonia con via Giulio Cesare, a Barbanella. Quando la pattuglia era arrivata sul posto, aveva trovato un testimone oculare. Il quale, senza tanti giri di parole, aveva spiegato che quell’episodio della fatalità aveva ben poco. Non solo perché chi aveva urtato il pedone era scappato (il presunto responsabile è stato infatti denunciato anche per omissione di soccorso) ma anche perché chi guidava avrebbe intenzionalmente messo sotto il pedone. Il testimone aveva anche indicato in una Fiat Marea l’auto dell’investitore. Così la polizia stradale si era messa in movimento, arrivando a rintracciare dopo circa un paio d’ore il proprietario della Marea: era dai carabinieri, si era presentato alla caserma di via Ferrucci. Cosa stesse facendo, dice il comandante della sezione grossetana della polizia stradale Nicola Manzari, non è stato ancora chiarito. L’uomo è stato comunque portato in piazza Palatucci per essere identificato, denunciato e quindi interrogato. Nel frattempo, gli uomini della squadra di polizia giudiziaria della polstrada contattavano la vittima, refertata in ospedale con un trauma cranico e la frattura di una costola (15 giorni di guarigione - è stato dimesso). Questi - che abita vicino al luogo dell’investimento - ha spiegato che tempo addietro aveva avuto qualcosa a che ridire con il proprietario della Marea per un incidente che aveva coinvolto la moglie di quest’ultimo. «Prima o poi te la farò pagare» avrebbe detto il conducente adesso indagato. Un episodio di lieve entità, secondo quanto accertato dalla polizia stradale, però covato dal 42enne casertano che avrebbe cercato e trovato l’occasione per vendicarsi in qualche modo.
La Fiat è stata messa sotto sequestro per essere sottoposta ad accertamenti da parte della polizia scientifica. Sulla parte anteriore destra della carrozzeria sono rimasti i segni dell’urto. E sul cofano polveroso è chiaramente visibile l’impronta di una mano, come se ci fosse stato chi avesse visto l’auto avvicinarsi e avesse cercato di tenerla lontano, appoggiandovisi. Difficile, ma non impossibile, accertare che l’impronta sul cofano dell’auto del 42enne sia quella della vittima: gli specialisti della scientifica ci stanno provando con tecniche particolari.
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