Il Tirreno

Grosseto

Maiani ha finanziato un altro ospedale

 di Gabriele Baldanzi
Maiani ha finanziato un altro ospedale

Il benefattore interviene per una comunità situata al confine tra Congo e Burundi, sul lago Tanganica

3 MINUTI DI LETTURA





CALDANA. Si trova in Congo la nona opera umanitaria di Mario Maiani, il benefattore di Caldana che ha finanziato e realizzato ospedali in mezzo mondo.  Dopo Nigeria ed Etiopia, dove ha recentemente inaugurato tre centri sanitari, nei giorni scorsi ha sottoscritto a Grosseto gli atti di donazione delle risorse economiche necessarie per la costruzione di una nuova struttura sanitaria in Congo, sul lago Tanganika.

Si tratta – dicevamo – dell’ennesimo donativo, il nono. Destinataria, questa volta, una comunità poverissima, al confine tra Congo e Burundi, 20 mila abitanti alla periferia della città di Uvira. L’ospedale - che comprende venti posti letto – sarà composto da un pronto soccorso, un reparto di ostetricia, reparti dedicati a donne e bambini, oltre ad una foresteria per ospitare i volontari.

La Fondazione Avsi di Milano - braccio missionario di Comunione e Liberazione - beneficerà del finanziamento e si occuperà della realizzazione dell'opera ideata dallo stesso dottor Maiani.

Nei giorni scorsi, alla firma del protocollo, ha partecipato il dirigente di Avsi Gianpaolo Silvestri, il medico Alfonso Fossà e la referente per centro-africa dell'Avsi, Sara Pedersini.

In precedenza c’è stato un incontro con il benefattore, a Caldana, finalizzato a fare il punto sul progetto per il Congo, poi – insieme al segretario della fondazione milanese Alberto Piatti – è stato siglato l’accordo  tra l’Avsi e Maiani, con l'impegno di iniziare i lavori entro il mese di maggio e completarli nella primavera del 2013.  

«Ringrazio Maiani – ha detto Piatti - per la sua disponibilità che cade proprio nel 40° anniversario del nostro primo contatto con l'Africa, che partì da Kiringhe nel 1972 a poche decine di chilometri dal lago Tanganika e ora di nuovo approda lì, in una zona colpita dalla guerriglia e che ha estremo bisogno di stabilità e speranza».

L’Avis può contare su una fitta organizzazione internazionale e si occupa di solidarietà in ogni parte del mondo. Le indicazioni delle emergenze di Avsi in Africa sono pervenute a Maiani dal Clu di Firenze, l'associazione degli universitari ciellini; e Maiani - come sempre - non si è tirato indietro. Per quanto riguarda infine la gestione dell'ospedale l’Avsi si avvarrà in loco del personale della Congregazione Saveriana.

  Maiani – lo ricordiamo - non è nuovo a imprese umanitarie: nel 2002 costruì un grande ospedale in Bolivia, nel 2003 in Perù, nel 2004 e 2005 è intervenuto ancora in Bolivia con vari centri sanitari, nel 2008 a Caldana ha tirato su una casa di riposo, nel 2009 una clinica ostetrica in Etiopia e un poliambulatorio in Nigeria.

Attualmente è in costruzione un altro nosocomio: a Sheraro, in Etiopia con inaugurazione prevista a fine 2012.   Secondo i report degli organismi internazionali del Ministero della Salute al momento Mario Maiani è l'unico italiano che sta operando con nuove e concrete iniziative sanitarie in Africa, cambiando in meglio il livello di vita di centinaia di migliaia di persone.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web