Sicurezza
Il pienone solo a Pasqua La crisi tocca pure il Giglio
Nessun effetto nave, le prenotazioni per ora si fermano al prossimo weekend Preoccupati gli albergatori dell’isola: «Una flessione iniziata da qualche anno»
ISOLA DEL GIGLIO. Le previsioni del tempo favorevoli, il weekend pasquale che incombe e che può fare da traino per il resto di aprile. Con la speranza di un pienone di turisti che faccia dimenticare il disastro della Concordia. Ma per ora all'Isola del Giglio si vive sempre alla giornata. Tutta colpa della crisi, ripetono gli albergatori. Non della nave.
Pasqua. Per il weekend pasquale il pieno c’è. Ma non basta. Mancano però le prenotazioni per gli altri giorni. «Se lei chiede una stanza per giovedì o venerdì prossimo la trova, senza problemi. In passato non era così», dicono allarmati i gigliesi. Dopo l’appello di Giorgio Panariello a ricompensare in qualche modo la generosità degli isolani, ieri (vedi a fianco) sono arrivati quelli del ministro Gnudi e dell’assessore Scaletti. Un coro di «Prenotate al Giglio» proiettato in avanti, incrociando le dita.
Gli alberghi. Chi non ha camere disponibili, al momento, è l'hotel Bahamas, dove proprio ieri è arrivato anche il ministro. «È tutto un turismo mordi e fuggi - dice Paolo Fanciulli, il titolare - noi abbiamo 27 stanze ma la metà sono prenotate da tempo dai responsabili della Protezione Civile che sono qui sull'isola. Questo ci aiuta a mantenere il pienone». Per il weekend di Pasqua è tutto completo. E i prezzi restano accessibili. Qualcuno in realtà continua a chiamare dall'Australia informandosi sulla nave affondata. «È possibile vedere la nave dalla camera?», è la domanda ricorrente che suscita ancora irritazione. Tutto quello che chiedono, da queste parti, è tornare alla normalità. «Il turismo è legato alla viabilità del porto, dobbiamo recuperare quella per ripartire».
Anche al Demos, altra struttura alberghiera conosciuta, si guarda con preoccupazione al dopo Pasqua. «Rispetto a un anno fa non ci sono incrementi, nessun effetto nave in un senso o nell’altro. Qualcuno però continua a informarsi su possibili tour marittimi per arrivare al relitto della Concordia. Ma poi si fermano lì. C'è una leggera flessione per le prenotazioni dopo la Pasqua. Di solito ad aprile c'era caos».
Crisi non nave. Non va meglio al Saraceno, dove la parola crisi riecheggia come un incubo malgrado i siti turistici del Giglio abbiano avuto un’impennata di contatti. «Sì, la gente viene, per due-tre giorni poi se ne va. Abbiamo lavorato nei weekend finora, lavoreremo anche a Pasqua anche se ancora c'è posto nelle 44 camere. La gente non pensa alla nave, o all’inquinamento. La verità è che la crisi ferma le prenotazioni».
E al Campese si scava nel passato per fotografare la realtà. «Sono almeno tre anni che le cose vanno così - spiega Margherita Rossi, la titolare - Mancano nuovi clienti, quelli affezionati ci sono sempre. Non vorrei che la Concordia ci marchiasse. O ci fosse la paura dell’inquinamento. Ho alcuni appartamenti, sono vuoti da tempo. Ci vogliono altri aiuti, nella promozione». Ma nuovi appelli basteranno?
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