Italia
Da 6mila a 30mila, canone folle per l’Arca
Il Tar della Toscana impone ai proprietari l’aumento per il 2009: tutto invariato per gli altri anni
FOLLONICA. A volte le sentenze sembrano giocare a smentirsi. È il caso della pizzeria Arca, il cui canone da versare al demanio, proprietario della struttura su cui sorge il locale di Follonica, è stato fissato per vari anni in 6mila euro. Tranne per quello del 2009, per il quale il Tar ha stabilito l’incredibile somma di 30mila euro. Una vicenda quanto meno emblematica quella accaduta ai proprietari dell’Arca, pizzeria che si trova sopra lo specchio d’acqua della spiaggia di fronte a viale Carducci.
Il locale, come detto, è costruito su una struttura di proprietà demaniale: il nodo della questione sta proprio sull’importo che ogni anno i proprietari devono versare allo Stato per l’affitto di quel manufatto che sorregge la pizzeria. Per contrastare quanto richiesto dal demanio (una quota annua di circa 30mila euro) la famiglia Guadagno era ricorsa al Tribunale Amministrativo Regionale: secondo l’avvocato Iacopo Sforzellini, in base ad una nuova normativa entrata in vigore nel 2007, la cifra richiesta doveva essere molto inferiore, grazie a conteggi differenti rispetto al passato.
Con una sentenza dell’ottobre del 2010 il Consiglio di Stato aveva dato ragione ai proprietari dell’Arca, stabilendo così che per il 2007, il 2008, il 2010 e 2011 dovessero pagare “solo” 6mila euro (circa) di affitto ogni 12 mesi. Rimase fuori all’epoca la decisione sull’annualità 2009, perché su quel preciso periodo si doveva esprimere il Tar della Toscana. Bene, adesso quella disposizione c’è, ma il fatto strano è che ribalta ciò che aveva stabilito qualche tempo fa il Consiglio di Stato, dando ragione al Demanio.
Ora in pratica per il 2009 i proprietari della pizzeria dovrebbero versare nelle casse demaniali 30mila euro. «Questa sentenza mi lascia perplesso - spiega il legale della famiglia Guadagno - contrasta infatti con l’altra pronunciata dal Consiglio di Stato, in base alla quale il Comune di Follonica aveva rideterminato le varie annualità, adesso la vicenda è in uno stato di confusione totale. E’ come se per un appartamento in affitto una persona paga una quota ad annualità, poi per un periodo determinato deve versare una cifra quattro volte superiore».
Un caso strano appunto: quanto dovranno dare i proprietari allo Stato? «Sicuramente noi faremo appello» conclude l’avvocato Sforzellini. Quindi fino a che non si pronuncerà pure il Consiglio di Stato nessuno saprà a quanto ammonterà quell’affitto.
«Per noi dover pagare 30mila euro - spiega Simona Guadagno - come per tutti di questi tempi, non sarebbe certo cosa da poco, anzi». Pensavano tutti che l’ultima parola fosse arrivata nel 2010 e invece adesso questa doccia fredda: l’unica speranza per la famiglia Guadagno è vincere l’appello.
Paola Villani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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