Il dolore
Balestro del Girifalco, pronti gli arcieri
Fissate le date delle sfide: 27 maggio e il 14 agosto. Ma nelle delibere c’è qualche pasticcio...
MASSA MARITTIMA. Indetto il Balestro del Girifalco 2012. Le frecce scoccheranno due volte (per la centottava e centonovesima edizione): il 27 maggio con la dedica “Alla Basilica che accoglie le spoglie di San Bernardino e a tutte le città gemellate con Massa nel Suo nome” e il 14 agosto, dedicato a “La nascita dell’economia che fu fondamento del Libero Comune Massano”.
Eccolo dunque il calendario per la più antica tradizione di Massa Marittima, che ogni anno divide i propri cittadini in base ai diversi terzieri. E in questo senso verrà a breve messa a bando la realizzazione del drappo dedicato a San Bernardino, alla ricerca del pittore che eseguirà l’opera.
Costo della creazione del drappo 15mila euro, sborsate dall’amministrazione, che comprendono oltre alla pittura anche le spese per la cucitura del drappo stesso, la stampa di alcuni manifesti. C’è stato un incidente di percorso però per la realizzazione del drappo di maggio. Niente di che, solo un errore formale che non ha la minima conseguenza sulla manifestazione.
In pratica, nella delibera di giunta con cui sono state indette la edizione numero 108 e quella numero 109 del Balestro di Girofalco anziché scrivere la giusta dedica, sopra riportata, a san Bernardino è stata scritta quella provvisoria, ovvero “San Bernardino: la città dell’Aquila con la Basilica a Lui dedicata”.
Il cavillo burocratico è stato risolto immediatamente dagli uffici comunali, concedendo alla giunta di poter approvare una nuova delibera, questa volta con la dedica definita e accordata insieme a tutte le parti in gioco. Nel nuovo documento, in più, viene richiamata la correzione su tutti gli altri atti in cui viene riportata la vecchia dedica.
Insomma, san Bernardino e le città gemellate con Massa Marittima “in suo nome” hanno il loro Balestro. Forse. Già, perché nella stesura del secondo documento, quello con cui si corregge tutti gli altri, si legge che la giunta delibera che la dedica è rivolta a “san Bernanrdino”, dove al nome del santo viene attribuita una “n” in più. Un errore di battitura: niente più di questo, può capitare a chiunque. Speriamo solo che a questo punto non serva un’altra delibera per correggere.
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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