Sicurezza
Aggredì i carabinieri, tre mesi per la perizia psichiatrica
Avrà novanta giorni di tempo il neuropsichiatra Romano Fabbrizzi per accertare se Matteo Gorelli, il giovane di 19 anni in carcere per il tentativo di omicidio dei carabinieri Domenico...
GROSSETO. Avrà novanta giorni di tempo il neuropsichiatra Romano Fabbrizzi per accertare se Matteo Gorelli, il giovane di 19 anni in carcere per il tentativo di omicidio dei carabinieri Domenico Marino e Antonio Santarelli del 25 aprile scorso, sia stato «in stato di mente tale da escludere o grandemente scemare, senza escluderla, la capacità di intendere e di volere», al momento dell’aggressione e allo stato attuale. Lo specialista, ancora secondo il quesito formulato dal giudice dell’udienza preliminare Bilisari, dovrà anche accertare se il giovane sia socialmente pericoloso. La relazione sarà discussa il 20 luglio.
L’incarico è stato conferito ieri mattina in aula gip-gup. I difensori Paolo Giambrone e Luca Tafi hanno nominato la dottoressa Carla Niccheri Gineprai e la dottoressa Carlotta Maggiorelli; l’avvocato Alessandro Goggioli per l’Avvocatura dello Stato-ministero della Difesa (parte civile) il dottor Stefano Pallanti, direttore della scuola di specializzazione di psichiatria dell’Università di Firenze e il capitano medico Silvia Spitoni; l’avvocato Paolo Bastianini e l’avvocato Pietro Palozzo per i familiari dei carabinieri (erano presenti la moglie di Santorelli, Claudia Francardi, in qualità di curatore speciale per il carabiniere ricoverato in gravissime condizioni e lo stesso Marino) hanno scelto la dottoressa Stefania Ginanneschi; infine, l’avvocato Stefano Maccioni (associazione Vittime del dovere, anch’essa parte civile) si è affidato alla dottoressa Anna Costanza Baldry della seconda università di Napoli, criminologa vista tra l’altro anche in trasmissioni tv come “Amore criminale”.
L’inizio delle operazioni è stato fissato per il 13 aprile. Ieri Gorelli, detenuto nel carcere di via Saffi, è intervenuto all’udienza ma non ha parlato davanti al giudice. È rimasto invece alcuni minuti a colloquio con i suoi difensori prima di essere nuovamente accompagnato in cella dalla polizia penitenziaria. In tutto, l’udienza di ieri è durata poco meno di mezz’ora.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
