Il Tirreno

Grosseto

Sorano, fiducia compatta al sindaco

di Francesca Ferri
Sorano, fiducia compatta al sindaco

Ieri il primo consiglio comunale dopo il blitz. A Vanni, Miracolo, Boncori e Giuliani stima e sostegno anche dall’opposizione

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SORANO. Quattro fogli scritti a mano in stampatello, «perché il computer me l’hanno sequestrato e non me l’hanno ancora restituito». La voce a tratti commossa, a tratti arrabbiata; gli occhi negli occhi dei consiglieri, le mani ferme. Pierandrea Vanni, sindaco di Sorano, affronta il primo consiglio comunale dopo gli avvisi di garanzia piovuti su di lui e sul suo Comune per una delle accuse più infamanti per un amministratore:corruzione. E ne esce a testa alta, incassando la totale fiducia non solo dei suoi, ma anche della minoranza, e l’appoggio dei dipendenti comunali che ieri erano presenti in sala e l’hanno riempita di applausi.

Banchi pressoché pieni – solo due assenti – il sole entra dalle finestre aperte nella piccola sala affrescata dell’antico palazzo, ma la tensione si sente. Quella del sindaco è ufficialmente una comunicazione. Sono passati ventitré giorni da quel blitz della guardia di finanza in municipio e nelle case del sindaco, dell’assessore all’ambiente Rosy Miracolo, della dirigente dell’ufficio urbanistica Simona Boncori, così come in quelle dell’ex assessore e geometra Ugo Lotti, dell’ex dirigente comunale e attuale consigliere Gianfranco Giuliani, dell’architetto Massimo Francardi e di Franco Calvani, amministratore della società Antiche Terme dell’Acqua di Sorano. L’ipotesi di reato della Procura di Grosseto – titolare dell’inchiesta è il pm Stefano Pizza – è di corruzione e abusi edilizi nella costruzione dello stabilimento termale di Sorano.

Accuse che i diretti interessati hanno respinto subito e ribadito ieri. «Per essere chiari - ha detto Vanni in piedi davanti ai consiglieri - non ho mai chiesto nulla a nessuno e non mie è stato offerto niente. Mai, ripeto mai, ho commesso atti contro la legge, la mia coscienza e la fiducia dei cittadini. In più occasioni, questo sì, ho sollecitato iter burocratici che apparivano assai lunghi, non certo come potevano chiudersi, e ho raccomandato di dare sempre risposte alle pratiche presentate dai cittadini, positivi o negativi che fossero i risultati».

Il sindaco posa i fogli e prosegue a braccio, col cuore in mano. Non nasconde di aver pensato a lasciare la carica. «Volevo vedere se ero in grado di fare il sindaco, dopo questa botta. Mi hanno colpito nelle cose a cui tengo di più, ho avuto un momento di sbandamento». Ma i tanti attestati di fiducia gli hanno fatto cambiare idea. E dopo lo smarrimento scoppia la rabbia.

«Per noi era fondamentale avere un migliore strumento di amministrazione del territorio», dice sbattendo il pugno sul tavolo a proposito del piano strutturale, la cui approvazione, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe avuto – nonostante un’incubazione di 7 anni – sollecitazioni “sospette” dall’amministrazione. «Per qualcuno - spiega il sindaco - l’avremmo fatto con un obiettivo; in realtà il nostro obiettivo è stato di dare uno strumento di governo del territorio».

A tanti, ieri, il sindaco ha detto grazie, a partire dal reciproco supporto con l’assessore Miracolo, anche lei intervenuta in consiglio e che ha spiegato di aver «sofferto molto per questa vicenda» ma di essere fiduciosa nella giustizia e «certa che ne usciremo a testa alta perché non abbiamo fatto nulla e non abbiamo nulla da temere».

Stima e fiducia verso Boncori e rinnovata fiducia a Giuliani sono i tra i primi pensieri del sindaco. Poi una lista di ringraziamenti, a dipendenti comunali, cittadini e anche alla minoranza in consiglio. Il cui capogruppo, Alfredo Ubaldi, non ha avuto tentennamenti. «Siamo sorpresi e rammaricati come tutta la comunità - ha detto all’assemblea riferendosi alle accuse - una cosa del genere non è nel dna del sindaco, né di Miracolo, né di Giuliani». «Noi l’opposizione la facciamo sulle cose - aggiunge a seduta conclusa - non sulle cattiverie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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