Gioco
Novità al pronto soccorso Medici sul piede di guerra
L’Asl razionalizza il sistema: niente neurologo e ortopedico la notte e i festivi Saranno solo a chiamata. L’ira dei sindacati: «Rischi nei casi di ictus e fratture»
GROSSETO. Arrivare al pronto soccorso con un ictus, un trauma cranico o una brutta frattura e dover aspettare che il neurologo o l’ortopedico siano avvertiti al telefono, partano da casa e raggiungano il Misericordia prima di poter ricevere le loro cure.
È quel che i sindacati dell’area medica vogliono assolutamente evitare che succeda all’ospedale di Grosseto, struttura di riferimento per l’intera provincia, dove la guardia ortopedica e neurologica stanno per essere riorganizzate secondo una razionalizzazione che la Asl avvierà nel giro di un mese al Misericordia. Il progetto è quello di togliere, nella fascia oraria notturna (dalle 20 alle 8 del mattino successivo) e nei festivi, la guardia ortopedica e neurologica “fissa”, com’è oggi, è di farla diventare “in pronta disponibilità”. In altre parole, in quegli orari, il neurologo e il chirurgo non si troveranno più a lavorare al pronto soccorso, ma saranno a casa. Se c’è bisogno di loro, saranno chiamati.
Una modalità che l’azienda vuole introdurre, ma che non piace ai medici. Ieri al Misericordia si è tenuta un’affollatissima assemblea intersidacale. Presenti l’Aanao dei medici dirigenti, la Cimo dei medici ospedalieri, l’Anpo dei primari, il Simet dei medici del territorio, la Fesmed dei medici dirigenti, Cgil, Cisl, Uil e, indirettamente, l’Aaroi degli anestesisti. Al centro della discussione, l’esito dell’incontro con l’Asl di una settimana fa, nel quale l’azienda ha proposto il piano di riorganizzazione del Misericordia. Alcune proposte sono state accettate – ad esempio il passaggio alla pronta disponibilità per il piano trasfusione – ma non quella di convertire le due guardie.
«La pronta disponibilità va bene - spiegano dall’assemblea - ma solo in casi eccezionali. Al pronto soccorso il neurologo viene interpellato praticamente sempre, non è una prestazione da farsi a chiamata. Sono entrambe due guardie strategiche». Il caso più eclatante è quello dell’ictus. «In gergo si dice che “il tempo è cervello” - spiega un medico che ha partecipato all’incontro - e la possibilità di intervenire rapidamente può cambiare le sorti del paziente».
Non c’è solo questo, però, a preoccupare i medici. Per quel che riguarda la guardia ortopedica, secondo i sindacati ci sarebbero incongruenze con quanto prevede il contratto perché, in assenza dell’ortopedico, i pazienti dovrebbero essere seguiti dagli internisti e questo viola il contratto. In questo caso gli internisti potrebbero fare ricorso al giudice del lavoro e, tastando il terreno in corsia, già alcuni stanno valutando l’ipotesi di intraprendere, se necessario, questa strada.
L’azienda, dal canto suo, deve fronteggiare importanti difficoltà economiche dovute ai tagli imposti dalla Regione. Nonostante questo, è pronta comunque a garantire la presenza fissa dell’ortopedico almeno in due mesi estivi, in considerazione del maggiore afflusso di persone che si riversano in provincia per le vacanze e che moltiplicano in modo esponenziale i potenziali pazienti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
