Gioco
Incompatibili o “inopportuni” quanti veleni nei palazzi
GROSSETO. «C’è sempre qualcuno più puro che ti epura», ammoniva Pietro Nenni, ma quello dell’architetto Chigiotti è solo l’ultimo di una lunga serie di casi in cui, a Grosseto, negli ultimi mesi...
GROSSETO. «C’è sempre qualcuno più puro che ti epura», ammoniva Pietro Nenni, ma quello dell’architetto Chigiotti è solo l’ultimo di una lunga serie di casi in cui, a Grosseto, negli ultimi mesi qualcuno viene tacciato di incompatibilità, inopportunità o quant’altro.
Incompatibile è stato dichiarato il consigliere comunale Massimo Felicioni, anche lui architetto, consulente per la San Lorenzo Servizi, società in house del Comune. Il segretario generale Mario Venanzi, intervenuto per dirimere la questione, fu lui stesso accusato da un funzionario comunale di aver modificato un regolamento amministrativo per garantirsi il doppio stipendio.
L’ex assessore all’urbanistica, Moreno Canuti, è indagato dopo che l’ex capogruppo Pdl, Luca Montemaggi, lo accusò di aver aggiustato la variante al piano strutturale per favorire il suocero.
Sull’urbanistica si apre anche la prima querelle del Bonifazi bis. Protagonista l’assessore con delega ai piani di edilizia popolare, Valentina Mancini, manco a farlo apposta architetto, che dimettendosi dal consiglio dell’Epg ha evitato l’incompatibilità: è legata professionalmente al il presidente della cooperativa Nuova Grosseto che sta realizzando edifici nell’area Peep “Villa Pizzetti”.
Discussa è anche la posizione di Emilio Angelo Falletti, vicepresidente dell’Acquedotto del Fiora. Mentre il suo partito di provenienza, l’Idv, raccoglieva firme per l’acqua pubblica e proponeva gettoni al posto degli stipendi per chi ha incarichi nelle partecipate, lui siede su una poltrona da 20mila euro lordi annui di una società che per il 40 per cento è in mano ai privati. Il partito si spaccò.
Lo spettro dell’integrità si aggira anche per palazzo Aldobrandeschi. Se le nomine degli assessori Pianigiani e Sabatini, rispettivamente nei cda di Seam e Rama, non hanno suscitato polemiche perché si tratta di pochi spiccioli, non altrettanto si può dire della designazione del capo di gabinetto, Nicola Falco, ad amministratore unico di Netspring: 9mila euro aggiuntivi allo stipendio. A sollevare il caso furono gli esponenti di Areadem, ex popolari del Pd, che puntarono il dito anche sui doppi incarichi di Paolo Borghi, assessore comunale e consigliere provinciale, e di Federico Balocchi, assessore in Provincia e consigliere a Santa Fiora.
Pure l’assessore all’ambiente Patrizia Siveri è finita nell’occhio del ciclone per il passaggio alla Asl sempre con incarichi dirigenziali (come quelli che aveva in Provincia prima di diventare assessore).
Il Pdl ha ironizzato sul fatto che «avere la tessera Pd fa bene alla salute», commentando così le nomine a primario di Valerio Pizzuti e Massimo Alessandri. Del resto la politica non è un pranzo di gala, al massimo una cena all’astice.
Lorenzo Santorelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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