La manifestazione
Centro Etruschi, Chigiotti nel mirino
Cerboni (Pdl) chiede di accertare la regolarità dell’affidamento dopo le lamentele dell’Ordine degli architetti
GROSSETO. È regolare o meno l'affidamento diretto che il Comune di Grosseto ha fatto a suo tempo all'architetto Giuseppe Chigiotti per la progettazione preliminare del Centro di documentazione degli Etruschi? Sarebbe stata necessaria, o no, una procedura negoziata o una gara? Queste, in sostanza, le domande cui dovrà rispondere la quinta commissione di controllo e garanzia presieduta dal consigliere del Pdl Pierfrancesco Angelini. A chiederlo sono tutti i gruppi dell'opposizione di centrodestra.
All'indomani della presentazione del comitato elettorale di Emilio Bonifazi, il 21 marzo dello scorso anno, era stato l'allora candidato sindaco Massimo Felicioni a polemizzare sull'opportunità che il progettista del centro degli Etruschi fosse stato nominato anche presidente del comitato elettorale del sindaco che lo aveva incaricato, e la stessa questione era stata sollevata, in consiglio comunale, anche dal capogruppo del Pdl Giacomo Cerboni, ma adesso la discussione sull'opportunità del doppio ruolo di progettista del Centro egli etruschi e di presidente del comitato elettorale dell'architetto Chigiotti passa in secondo piano rispetto all'accertamento della correttezza con cui il Comune ha affidato la progettazione della principale opera di quel Piuss che, in ogni caso, rischia di abortire, o, comunque, di non essere realizzato per come era stato progettato proprio da Chigiotti. Curiosamente, pochi giorni dopo l'ufficializzazione della nomina di Chigiotti a presidente del comitato elettorale, l'ordine degli architetti era intervenuto, sulla stampa, contestando all'amministrazione comunale il ricorso all'affidamento diretto, al posto di strumenti come i concorsi di idee, più volte sollecitati.
La V commissione metterà all'ordine del giorno l'affare Chigiotti dopo al metà di aprile, perché prima deve affrontare la questione dell'eleggibilità del consigliere del Pd Riccardo Tinacci, che era presidente del Costravi (50% ddel Comune di Grosseto) al momento della candidatura in consiglio comunale. Questione sollevata da Felicioni, dopo che si era dimesso "per opportunità", per risolvere l'incompatibilità del suo ruolo di consigliere comunale con l'incarico di consulente della San Lorenzo Servizi, anche questa una vicenda di cui si è dovuta occupare la quinta commissione.
Ma la questione Chigiotti è, forse, ancora, più complessa: i gruppi di opposizione chiedono alla commissione di verificare se la procedura di affidamento dell'incarico a Chigiotti sia stata regolare e se ci siano eventuali implicazioni di rilevanza disciplinare, amministrativa, contabile o penale.
Tutto nasce da una lettera del presidente dell'Ordine degli degli architetti, Pietro Pettini, inviata a novembre scorso al sindaco in cui, sembra di capire dalla richiesta delle opposizioni, si ipotizzerebbe un affidamento non corretto dell'incarico a Chigiotti. La lettera sarebbe rimasta tra il sindaco e l'Ordine degli architetti se quest'ultimo, nel corso di un carteggio con il capogruppo del Pdl, non vi avesse fatto, incidentalmente, riferimento. Cerboni ha chiesto l'accesso agli atti e, visto il contenuto della lettera si è sentito in dovere, con i colleghi del centrodestra, di chiamare in causa le competenze della quinta commissione consiliare per verificare la regolarità dell'incarico chiedendo, «in caso di accertate irregolarità» di «adire i soggetti competenti, ma anche a segnalare agli organi preposti eventuali omissioni in merito, da parte di chiunque ne avesse avuto notizia in precedenza».
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