Lutto
Senza contratto da 14 mesi I farmacisti domani in sciopero
GROSSETO. Da quattordici mesi aspettano il rinnovo del contratto. E sulle loro teste, ora, pende anche il decreto liberalizzazioni. Domani i farmacisti delle farmacie comunali incroceranno le...
GROSSETO. Da quattordici mesi aspettano il rinnovo del contratto.
E sulle loro teste, ora, pende anche il decreto liberalizzazioni. Domani i farmacisti delle farmacie comunali incroceranno le braccia. Lo sciopero, organizzato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, e Uuiltucs Uil, durerà per tutta la giornata, anche se i servizi di continuità saranno garantiti anche in città dove la farmacia di via dei Mille resterà aperta negli orari di chiusura delle farmacie private.
Tale decisione è stata assunta dopo l’incontro con Assofarm il 21 febbraio, durante il quale quest’ultima, ha dichiarato di non essere disponibile a proseguire la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro per i dipendenti da farmacie pubbliche scaduto da 14 mesi.
Questo atteggiamento, dettato in gran parte dalla preoccupazione per i recenti interventi legislativi in materia di dispensazione finale del farmaco, apre scenari preoccupanti per i quasi 3000 lavoratori che il settore conta a livello nazionale.
«Se infatti l’allarme per il concreto rischio di progressiva scomparsa della farmacia pubblica, è condivisibile - dicono i sindacati - non è accettabile che il rinnovo del Contratto di Lavoro sia ritenuto dalla controparte un problema da rinviare. E fermo convincimento delle organizzazioni sindacali che il rinnovo del contratto nazionale è la migliore opportunità per la gestione del contesto economico che la farmacia pubblica sta vivendo, che per sopravvivere potrebbe trasformarsi in un esercizio commerciale venendo meno l’importanza della farmacia come presidio sanitario territoriale per la dispensazione del farmaco». Per questo la Filcams, la Fisascat e la Uiltucs contestano l’intenzione da parte di Assofarm non solo di rinnovare il contratto in tempi brevi, ma di mettere in discussione diritti importanti e di non dare una adeguata risposta salariale alle legittime attese dei lavoratori. «La liberalizzazione degli orari commerciali, destinata a coinvolgere anche le farmacie - dicono - non può essere presa a pretesto per un aumento della flessibilità dell’orario di lavoro incontrollata e non contrattata. Allo stesso tempo da una parte si richiede la diminuzione delle maggiorazioni attualmente previste per lo straordinario, il lavoro notturno, domenicale e festivo dall’altra non vi sono state proposte minimamente apprezzabili sul salario. Per questi motivi, considerata fondamentale la difesa delle condizioni di lavoro per i dipendenti del settore e la salvaguardia della loro professionalità, abbiamo proclamato lo stato di agitazione di tutti i lavoratori interessati e la proclamazione di una giornata di sciopero nazionale per domani».
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