Attenzione
Pilarella piange il suo capitano
Claudio Mazzetti, 41 anni, è morto ieri dopo una lunga malattia: da poco era consigliere comunale
PORTO SANTO STEFANO. La bandiera del Rione Pilarella listata a lutto, le parole strozzate in gola del sindaco Arturo Cerulli, le pagine di internet, dei siti del palio che uno dopo l’altro si sono riempiti di immagini e di messaggi, di foto e di ricordi. Claudio Mazzetti aveva solo 41 anni, una moglie e due figli piccoli. È morto ieri pomeriggio all’ospedale Misericordia di Grosseto. Era il capitano del rione, il “capo”, quello che aveva il compito di dare forza alla squadra. Chi cresce in un posto come Porto Santo Stefano, quella manifestazione ce l’ha nel sangue, di solito. Mazzetti non era diverso dai suoi amici e colleghi, da chi i colori dei guzzi e le braccia di chi li spinge al traguardo li ha impressi non solo negli occhi ma nel cuore e nell’anima.
La passione per lo sport, la passione per la politica. Claudio Mazzetti le aveva entrambe, e ad entrambe aveva dedicato al sua vita. Lui di lavoro faceva i mercati. Aveva un banco e vendeva frutta e verdura in tutta la provincia. Le persone lo aspettavano, al mattino, mentre sistemava le casse, lo salutavano, quando risaliva sul suo furgone verso l’Argentario dove viveva con la famiglia. Poi, un anno fa, quella terribile malattia che lo aveva costretto a combattere un’altra volta, a tirare fuori le unghie.
Lo aveva fatto per tutta la vita. Aveva lottato, per diventare quello che era. «Aveva quindici anni meno di me - dice il sindaco Arturo Cerulli - io facevo l’allenatore di pallanuoto, lui era un mio allievo. Lo ricordo bambino, lo ricordo determinato». Il sindaco si deve fermare, la sua voce è rotta dalle lacrime. Prima l’avventura sportiva, con Cerulli già grande e Claudio un adolescente. Poi la vita dell’ortolano, la famiglia. Ma anche i destini che si incrociano ancora, in quelle piccole strade che si arrampicano in salita per scendere verso il mare. Alle passate elezioni, quando Cerulli perse, Mazzetti era candidato con lui. E quest’anno, appena Claudio Busonero ha consegnato le dimissioni nelle mani del sindaco, sedere su quella sedia sarebbe toccato a lui. Era il primo dei non eletti e finalmente aveva realizzato un sogno. Consigliere lo è diventato, ma nella sala del comune non ha mai potuto entrare. Avrebbe dovuto partecipare alle ultime due sedute ma la malattia glielo ha impedito.
Ora, il Comune, quel regalo per l’ultimo saluto vorrebbe farlo.
Mazzetti sarà portato all’obitorio dell’ospedale di Orbetello. «Ma vorremmo allestire la camera ardente in Comune - dice il sindaco - proprio lì, accanto alla bandiera della Pilarella. Era il suo rione, e anche se questo non consola nessuno, almeno un ultimo tributo vorremo farglielo».
Claudio Mazzetti era anche vicepresidente della società sportiva Argentario.
Allo sport aveva dedicato la sua vita, al palio e alla famiglia. Al palio, soprattutto e ai colori della Pilarella. L’anno scorso, la sfilata non se la poteva godere tutta intera. «Ma come faccio a stare a casa con i guzzi a mare?», aveva chiesto.
E ora toccherà a loro, ai pilarellai, mantenere vivo il ricordo del loro capitano.
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