Attenzione
Ormeggi tra bandi e caos Trema l’economia locale
Non si può più procedere attraverso le ordinanze, servono le gare d’appalto La crisi della nautica si porta dietro anche tutte le aziende dell’indotto
ORBETELLO. La situazione è drammatica. In vista della stagione estiva il piccolo diporto nautico in Costa d’Argento rischia di essere annientato da sequestri, come quello di due giorni fa a Santa Liberata ma anche da un empasse burocratico che interessa le tre possibilità di approdo sulla costa di competenza del comune di Orbetello: la stessa Santa Liberata con 270 posti da aggiungere ai 126, la foce dell’Albegna con tre pontili e la controfossa con 250-300 posti ed il canale Scolmatore di Talamone con altrettanti 150. Realtà che da anni costituiscono luoghi di ormeggio per residenti e turisti, regolate fino al 2011 da ordinanze che sembrano non possano essere reiterate: una situazione ben nota, probabilmente sottovalutata dall’amministrazione, che rischia di creare danni inimmaginabili all’economia, nonché di danneggiarne l’immagine turistica. Eppure il calcolo di ciò che si andrebbe a perdere è abbastanza semplice da fare e parte da una ricerca sul campo svolta tra gli operatori del settore del comune di Orbetello: solo tra i meccanici, manutentori e rimessaggi di piccole imbarcazioni (dai 4 agli 8 metri) si contano quasi venti ditte, alcune delle quali individuali, altre con la presenza di operai: la ditta individuale che apparentemente sembra la più piccola dichiara più di trentamila euro, solamente con riparazioni e manutenzioni a scafi e motori.
Quelle che offrono anche rimessaggio superano anche i 50 mila per non parlare di quelle che hanno dipendenti che, se li hanno, sicuramente fatturano in maniera tale che tale spesa sia giustificata: facendo una media, sicuramente sottostimata, di 60 mila euro di fatturato si arriva a 1 milione e 200 mila euro. Passiamo poi ai soli negozi che vendono attrezzature per la nautica, per la pesca ed il diporto in genere: anche di questi, in tutto il comune, si contano almeno una decina di esercizi. Per essere brevi abbiamo chiesto ad uno di questi, uno dei più forniti quale danno riceverebbe dall’ipotetico blocco del piccolo diporto: riposta, sessantamila euro in meno. Anche qui, teniamoci bassi e facciamo una media di cinquantamila: totale cinquecentomila euro, che sommati al milione e 200 di prima fanno 1 milione e settecentomila euro di fatturato mancante su tutto il territorio comunale. Ed a questi si potrebbero aggiungere, benzinai, assicuratori, trasportatori, per non parlare delle strutture turistiche dove, un turista su dieci arriva con un gommone o una barchetta al seguito. In pratica un volume di affari sufficiente a far vivere molte famiglie del comune di Orbetello ed un danno ipotetico paragonabile alla chiusura di una fabbrica o a quella della cessazione dell’attività di metà delle strutture ricettive della zona. Dunque una faccenda molto seria, che attrae ancor di più l’attenzione su di sé per il sequestro avvenuto lunedì mattina, ma che ha le sue radici nel passato e che a prescindere dalle eventuali responsabilità, per il bene di tutti, sarebbe il caso di trovare una soluzione.
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