Il Tirreno

Grosseto

Condannata a 3 mesi Non pagò mobili, fiori e parrucchiera

di Pierluigi Sposato ; di Pierluigi Sposato
Condannata a 3 mesi Non pagò mobili, fiori e parrucchiera

Insolvenza fraudolenta il reato contestato a “Lady truffa” Solo l’arredamento era costato oltre 18mila euro

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GROSSETO. Le vittime di truffa aggravata individuate dalla Procura erano dieci. Ma nel corso del giudizio il numero è sceso a sei una volta che è stata constatata la remissione della querela da parte di quattro commercianti. E comunque il giudice ha riqualificato il reato in “insolvenza fraudolenta”, come aveva ipotizzato sin dal primo momento il suo difensore, l’avvocato Roberto Baccheschi.

Soltanto tre mesi (l’accusa ne aveva chiesti 8) la condanna del giudice Bilisari per sei “chiodi” piantati nel salone della parrucchiera e in un centro estetico, in un mobilificio, in negozi di scarpe e fiori ma anche dal veterinario. Questioni da poche decine di euro ma anche di grande importo, come i 18.350 euro di debiti nel negozio Mariotti in cui aveva acquistato mobili. Questioni che l’avevano suo malgrado resa celebre quattro anni fa quando Anna Gallinari, 58 anni, grossetana, era stata soprannominata “Lady truffa” per il numero e la serialità dei comportamenti. Le denunce si erano moltiplicate (inizialmente erano 17 le parti offese individuate dalla Procura) e alla donna la polizia postale aveva notificato un’informazione di garanzia con contestuale perquisizione e sequestro di merce per diecimila euro nella sua abitazione. Nel maggio 2009, la donna aveva subito un primo processo sempre per insolvenza fraudolenta: 1 mese per gioielli non pagati e per un prestito non saldato di 80 euro per un bollettino da pagare.

Stavolta, secondo l’imputazione, Anna Gallinari si sarebbe presentata spiegando di avere il bancomat bloccato oppure lasciando in pagamento effetti insoluti. Aveva lasciato debiti per 75 euro dalla parrucchiera, 72 euro per un paio di stivali, 75 euro dal veterinario, 90 euro per fiori, 359 euro per un trattamento estetico e prodotti, 18.350 euro per mobili. Rimesse invece le querele per 360 euro in ferramenta, 7.915 euro al mobilificio, una scatola di cioccolatini e consumazioni non quantificati al bar, 337 euro per abbigliamento. I fatti contestati risalgono al periodo 2007-2008.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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