La manifestazione
Ruba nella scuola: tradito dalla passione per il caffè
Colpo in una materna, spariscono macchine fotografiche e cialde Gli agenti risalgono all’autore, che aveva l’espresso sul tavolo della cucina
GROSSETO. Fino a pochi giorni prima era agli arresti domiciliari per un furto commesso in una scuola, qualche tempo fa. E la polizia che andava a controllarlo, aveva visto che nella sua cucina c’era una macchina del caffè marca Lavazza. Lunedì mattina, quando gli uomini delle volanti sono stati chiamati dal personale della scuola materna Arcobaleno di via Ungheria, hanno semplicemente messo insieme i pezzi di questo puzzle.
È bastato agli agenti fare un salto al residence il Poggio e bussare alla porta di un napoletano di 46 anni che aveva già fatto un colpo in un’altra scuola. Nella sua cucina, i poliziotti avevano visto una macchina per l’espresso con le stesse cialde rubate.
Qualcuno, la notte tra sabato e domenica quando la scuola era chiusa, è entrato nell’edificio forzando la porta di ingresso probabilmente con un cacciavite. Una volta dentro, i ladri hanno forzato un armadietto di legno a due ante che era dentro una dispensa con i generi alimentari. Ma da lì non hanno portato via nulla. Poi è stata la volta degli armadietti del personale della scuola, lasciati aperti. Il bottino era in quei contenitori: cialde per il caffè, marca Lavazza, un numero imprecisato. E all’appello mancavano anche due macchine fotografiche digitali, complete di cavetti per scaricare le foto, una delle quali con dentro ancora una quarantina di immagini scattate agli alunni della materna.
Un furto, quello dell’Arcobaleno, che ha riportato alla memoria degli agenti un altro colpo, quello dopo il quale fu arrestato un pregiudicato di Nola che vive al Poggio. I poliziotti sono andati a casa dell’uomo. Quell’appartamento, loro, lo conoscevano bene e si ricordavano che durante i controlli effettuati nel periodo degli arresti domiciliari, avevano notato quella macchina per l’espresso. Sul tavolo della cucina, c’erano quindici cialde del caffè identiche a quelle portate via dalla scuola materna. Lui, ladro incallito, agli agenti lo ha detto subito: erano quelle rubate sabato notte durante il colpo all’Arcobaleno. E anche una delle due macchine fotografiche è stata subito consegnata agli agenti. L’uomo ha deciso di vuotare il sacco e ha accompagnato gli agenti nell’appartamento del piano di sotto del residence, a casa di un vicino dove è stata recuperata l’altra macchina fotografica che la polizia ha subito restituito al personale della scuola.
A questo punto, non è rimasto altro da fare per gli agenti che se non denunciare i due uomini: il napoletano di 46 anni per furto aggravato e il vicino ventinovenne per la ricettazione della macchina fotografica.
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