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immigrazione clandestina

Revocati a Moretti gli arresti domiciliari

GROSSETO. Sono finiti ieri, dopo quasi dieci mesi, gli arresti domiciliari per Marcello Moretti, 59 anni, grossetano, principale indagato dell’operazione “Caccia” dei carabinieri centrata sui...

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GROSSETO. Sono finiti ieri, dopo quasi dieci mesi, gli arresti domiciliari per Marcello Moretti, 59 anni, grossetano, principale indagato dell’operazione “Caccia” dei carabinieri centrata sui presunti illeciti che avrebbero favorito l'immigrazione clandestina: pratiche in cambio di denaro, anche 11.200 euro, ma anche in cambio di favori sessuali, ai danni di chi era a caccia di una regolarizzazione, per lo più alle spalle di ditte ignare della pratica. Queste le ipotesi della Procura per il periodo 2008-2011. Il gip Bilisari ha accolto la richiesta dei difensori Scheggi e Lottini.

Moretti era stato messo ai domiciliari alla fine del maggio 2011, quando i carabinieri avevano eseguito cinque ordinanze del gip Molino. Già dipendente della Confesercenti, Moretti è indagato anche per presunte violenze sessuali di cui sarebbe rimasta vittima una ragazza albanese. Anzi, proprio dalla sua denuncia era partita l'inchiesta condotta dai carabinieri della Procura, da quelli dell'Ispettorato del lavoro e da quelli della Compagnia. La straniera sarebbe stata minacciata: se non avesse acconsentito a rapporti sessuali, Moretti le avrebbe strappato il permesso di soggiorno da lui procurato, le avrebbe sparato in bocca con un fucile e l'avrebbe costretta a rientrare al suo paese. Moretti - che respinge tutte le accuse della Procura - avrebbe curato personalmente le pratiche allo Sportello unico per l'immigrazione in Prefettura per un buon numero di stranieri.

A novembre, la Procura aveva consegnato il “fine indagini” a venti indagati (rispetto ai 12 iniziali), compresi cinque dipendenti della Prefettura. Oltre al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, anche truffa, falso, estorsione, abuso d'ufficio e peculato i reati ipotizzati. Non è stato ancora chiesto il rinvio a giudizio.

(p.s.)

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