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Nuova perizia per la passeggiata

Nuova perizia per la passeggiata

Contenzioso ditta-Comune, prossima udienza a settembre

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GROSSETO. Serviranno almeno altri sei mesi per vedere la fine della controversia per la passeggiata di Marina di Grosseto, che vede la ditta Toce Domenico di Areda chiedere due milioni di euro al Comune di Grosseto per ritardi e "riserve" di vario genere relativamente ai lavori del secondo lotto, conclusi nel 2004.

Il giudice civile Paola Caporali ieri ha chiesto un approfondimento al consulente tecnico d'ufficio, l’architetto Lara Faenzi, che tra il 2006 e il 2007 aveva svolto un primo incarico sempre per il Tribunale, quantificando in 240mila euro circa le somme cui la Toce avrebbe diritto. Adesso il giudice ha sollecitato un’integrazione, alla luce delle prove testimoniali rese nel corso del procedimento, quando sono state chiarite questioni come il numero degli operai presenti in cantiere e come le ore in più richieste per l’esecuzione di determinati lavori differenti da quelli preventivati: in buona sostanza, il magistrato chiede di sapere adesso se il Comune debba versare alla ditta cifre ulteriori, cioè oltre i 240mila euro che la Toce ritiene ampiamente insufficienti.

L’architetto Faenzi avrà 120 giorni per svolgere il proprio lavoro, che inizierà il 4 aprile, alla presenza dei consulenti di parte (ingegner Alessandro Ceciarini per la Toce, ingegner Gianfranco Savelli per il Comune di Grosseto). La relazione sarà depositata in cancelleria e le parti potranno prenderne visione e copia in tempo congruo per potersi presentare all'udienza del 26 settembre.

Nella causa c’è anche una ditta subappaltatrice, la Bologna Vincenzo e figli di Montefiascone (muratura, cavi, prefabbricati, acquedotti, fognature, illuminazione - 400 mila euro), che ha fatto causa alla Toce per «l’indebita protrazione dei lavori e il mancato accoglimento delle riserve»; contestazioni che la Toce ritiene di dover scaricare sul Comune.

Chiaramente, la stima dei sei mesi per la fine della controversia è indicativa, perché molto - se non tutto - dipende dal contenuto della nuova perizia affidata dal giudice.

(p.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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