Il Tirreno

Grosseto

Cento posti barca sotto sequestro a Santa Liberata

di Francesca Gori
Cento posti barca sotto sequestro a Santa Liberata

Quattro aziende senza concessioni gestivano gli ormeggi. Proprietari invitati a togliere subito i natanti

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ORBETELLO. Pugno duro contro le società che gestiscono gli ormeggi nel Canale di Santa Liberata. Contro quelle che non hanno ottenuto il rinnovo delle concessioni per la gestione dei posti barca a Orbetello.

Due giorni fa, gli uomini della guardia costiera insieme agli agenti della polizia municipale che nelle settimane passate ha scandagliato le attività nautiche, hanno messo i sigilli a quattro società per un totale di 126 posti barca.

Quattro su sette, che avevamo perso le concessioni per gli ormeggi. Le quattro società esercitavano l’attività di rimessaggio senza aver alcun titolo concessorio. Ma avevano fatto ancora di più: dal semplice lavoro di controllo delle imbarcazioni, le società aveva cominciato anche a gestire gli ormeggi del canale. In questo modo, il fatturato delle aziende era destinato ad aumentare.

I sigilli sono scattati per la Paolini, per la Punto Mare, per la Nautica service Santa Liberata e per la Canal service Santa Liberata. La prima società, la Paolini, si era opposta in tutti i gradi di giudizio alla richiesta del Comune di lasciare lo specchio d’acqua occupato. Ma anche il Consiglio di Stato aveva stabilito che quel ricorso non era legittimo. Per gestire un ormeggio, serve una concessione. Serve, ora , di partecipare ai bandi di gara. Quando gli uomini della guardia costiera sono arrivati al Canale, hanno trovato le imbarcazioni agli ormeggi. Ventisei, in totale. Da quando il Comune aveva chiesto lo sgombero dell’area, non era cambiato nulla su quegli 850 metri quadrati di acqua.

Gli altri tre titolari, invece, avevano i loro ormeggi nello specchio acqueo che si trova lì davanti: 2mila cinquecento metri quadrati di area per un totale di cento posti barca. Anche loro non avevano alcuna concessione per occupare con quegli ormeggi il Canale. Per tutti è scattata la denuncia per occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo e specchio acqueo.

Un bel grattacapo, per i responsabili delle quattro società. E un bel grattacapo anche per i proprietari delle imbarcazioni che si trovano sul Canale. Loro, i proprietari delle barche, non potevano sapere che quegli ormeggi non erano regolari: hanno pagato somme salate e ora sono costretti a rimuoverle da quegli ormeggi. Tutta l’area è stata messa sotto sequestro ed è stata transennata proprio per permettere ai diportisti di capire cosa era successo. La capitaneria di porto, guidata dal tenente di vascello Giorgia Capozzella invita quindi tutti i proprietari a togliere il più presto possibile le imbarcazioni da quegli ormeggi. Loro, con questa vicenda, non c’entrano nulla. Ma se le barche resteranno ancorate nel canale, potranno essere denunciati per occupazione abusiva di specchio acqueo. E i soldi, a quel punto, oltre che per gli ormeggi, serviranno loro anche per pagare l’avvocato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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