Il dolore
«Presto via le quote commerciali»
Bonifazi vuole vendere dove possibile e promette una delibera per settembre
GROSSETO. Entro la fine di settembre la giunta Bonifazi finirà il suo esame sulle società partecipate e presenterà al consiglio comunale una delibera quadro su quelle da dismettere.
Parola di primo cittadino che, in attesa che l’ufficio partecipazioni del Comune concluda il minuzioso esame di calcoli e definizione delle attività delle società, anticipa gli orientamenti del suo governo.
«Questa ricognizione - spiega Bonifazi - è uno dei tanti controlli che la normativa impone sulle partecipate. In questo caso la voleva il decreto Brunetta del 2010 che prevedeva che tutte le spese per il personale di un ente pubblico, assunto a qualsiasi titolo e dunque anche quello delle partecipate, siano computate nel bilancio dell’ente».
Conoscere il dettaglio delle spese per il personale sostenute dalle partecipate – e di conseguenza dagli enti pubblici, in proporzione alla loro partecipazione societaria – è diventata questione stringente. «Quando una partecipata assume personale - spiega il sindaco - non deve comunicarlo agli enti pubblici che ne possiedono una quota. Il Comune, invece, deve prestare massima prudenza quando fa assunzioni, perché i paletti sulla spesa sono molto stretti». Due pesi e due misure, insomma, che in tempi di magra non aiutano. «Anche per questo a novembre ho inviato a tutte le partecipate una lettera diffidandole dall’assumere nuovo personale», aggiunge Bonifazi. Ma non è tutto.
Roma ordina, infatti, agli enti pubblici di vendere le quote riferite alle attività commerciali e di mantenere solo le partecipazioni nelle attività strettamente strumentali. Per fare un esempio: una società che si occupa di servizi cimiteriali fa attività strumentale quando gestisce la costruzione e la vendita di loculi, e commerciale quando organizza funerali. Per legge è ora obbligatorio che il Comune ceda la parte che riguarda quest’ultima attività. Fanno eccezione le farmacie, per le quali la scelta è a discrezione dell’ente.
«Non sempre la differenza fra i due tipi di attività è netta - spiega Bonifazi - per questo stiamo facendo un lavoro preliminare di studio. Abbiamo tempo per dismettere le società fino al 31 dicembre, ma contiamo di presentare la nostra proposta al consiglio a settembre. Tra i vantaggi delle dismissioni, tra l’altro, ci sono premi in denaro da investire in opere pubbliche».
Bonifazi ribadisce la volontà di creare un’unica società dalle tre in house, San Lorenzo Servizi, Grosseto Parcheggi e Investia. Anche per Fidi Toscana prosegue la volontà della dismissione, in un pacchetto che comprenda anche Marina di San Rocco.
«Questo è il nostro desiderio ma servirà l’approvazione del consiglio comunale - spiega Bonifazi - e naturalmente un passaggio con i sindacati».
Francesca Ferri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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