Sicurezza
Ogm cala il suo asso Giulia Micci, 30 anni si candida a sindaco
Il gruppo nato sul web scende in campo con una laureata «Finora sono mancate programmazione e partecipazione»
PITIGLIANO. Prosegue il viaggio del Tirreno fra i candidati a sindaco del comune di Pitigliano. Incontriamo oggi una “new entry”, Giulia Micci, 30 anni, laurea in scienze delle pubbliche amministrazioni, capolista del gruppo Ogm con la lista “Parole libere Ogm”. Che schiude così il riserbo sul nome della propria candidata – nei giorni scorsi si era parlato di Giovanna Pizzinelli, la cui candidatura era stata poi smentita – e presenta ai cittadini un volto e idee fresche, quelle di Giulia.
Con lei, in attesa che l’attuale sindaco Dino Seccarecci sciolga le sue riserve annunciando se si presenterà o meno con un suo gruppo alle amministrative di maggio, sono sei i candidati che concorreranno alla carica di primo cittadino della città del tufo: oltre a Giulia Micci, Lorenzo Olivotto, Pietro Ferri, Pierluigi Camilli, Marco bianchi, Diva Bianchini. Mai nella storia di Pitigliano la campagna elettorale è stata caratterizzata dalla presenza di così tante liste. Ecco quella di Ogm.
Il gruppo Ogm è nato come un libero movimento di opinione, anonimo e critico con le istituzioni e la politica del territorio. Da paladini dell’antipolitica avete deciso di fare politica.
«Diciamo che il nostro è un modo anomalo di fare politica: chi fa parte di Ogm non deve essere iscritto a nessun partito politico. Dopo un anno, durante il quale abbiamo dato informazioni su una serie di problematiche cadute nel dimenticatoio, criticando l’assenza dell’azione politico amministrativa, abbiamo ritenuto opportuno superare la fase dirompente della critica, pervenendo a una fase costruttiva e di proposte concrete».
Lei cosa pensa del fatto che ogni 5 anni proliferano le cosiddette liste civiche? La vostra è una lista civica?
«Indubbiamente la nostra è una lista veramente civica. A mio avviso il fenomeno nasce a causa di una semplificazione negativa della politica da parte dei partiti: sembra quasi che le dirigenze locali e provinciali vogliano nascondersi dietro un dito».
Secondo lei, nell’ultimo decennio, quali sono stati i pregi e i difetti delle amministrazioni di Pitigliano?
«Anche per la mia età, ho vissuto da vicino soprattutto questi ultimi cinque anni e ho potuto constatare, toccare con mano che i discorsi relativi alle criticità sono sempre gli stessi: parcheggi, bagni pubblici, ospedale, centro storico, tutela dei beni archeologici, sviluppo termale, viabilità, turismo. Devo continuare? La cosa che dovrebbe farci riflettere è come mai alla vigilia delle elezioni vengono fuori questi problemi perennemente irrisolti e sempre riproposti».
Quali le emergenze del territorio e le vostre proposte?
«Le vere emergenze, secondo noi, oltre a quelle che ho detto prima, è che manca totalmente una programmazione che poi sfoci in progettualità. Il 2 aprile presenteremo ufficialmente la lista con tutti i punti programmatici e le proposte, nate tutte attraverso il metodo della partecipazione e condivisione con i cittadini».
Cosa vi distingue dal Movimento 5 stelle?
«A questa domanda saprò rispondere dopo aver confrontato le proposte e i programmi. È tuttavia innegabile che abbiamo vari punti in comune».
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