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Grosseto

crisi della nautica

Don Giuseppe al fianco dei lavoratori del porto

SCARLINO. Le voci che arrivano dal porto del Puntone, riguardo a possibili licenziamenti del personale, preoccupano non poco la comunità scarlinese. Attraversano le strade del territorio, dove...

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SCARLINO. Le voci che arrivano dal porto del Puntone, riguardo a possibili licenziamenti del personale, preoccupano non poco la comunità scarlinese. Attraversano le strade del territorio, dove abitano gli stessi dipendenti, fino a bussare alla porta della chiesa.

Così nel dibattito entra anche don Giuseppe Benedetti, parroco di Bagno di Gavorrano e Scarlino, dicendosi «preoccupato» per quello che sta succedendo.

Lungo i moli del porto turistico infatti vige ancora lo stato di agitazione del personale, proclamato dai sindacati dopo l’annuncio da parte della società, Marina Management, di una ristrutturazione del personale (che si traduce in licenziamenti) per far fronte ai problemi dei bilanci. «Il tentativio di scaricare le responsabilità di una crisi sulle ultime ruote dela carro mi sembra semplicistico e scorretto» dice don Giuseppe.

Per il parroco, «lo spettro dei licenziamenti non è un buon segnale per affrontare con successo l’imminente stagione estiva in quanto mina la tranquillità psicologica di tutti i lavoratori». Per questo rivolge un appello alle istituzioni, in particolare al «padrone di casa Maurizio Bizzarri», al quale «chiedo un impegno speciale per salvare ogni posto di lavoro».

E in questo senso ieri mattina il sindaco scarlinese si è recato in Provincia per un primo tavolo di confronto. La preoccupazione maggiore, comunque, rimane per i 28 dipendenti. «Quella che era stata presentata fino a qualche mese fa come una solida realtà. Si sta dimostrando un “gigante dai piedi d’argilla”» continua don Giuseppe. «Non mi pare che gli errori siano da imputare ai dipendenti ma a scelte sbagliate o avventate del management aziendale».

Il personale della Marina comunque ha il sostegno anche di altri soggetti, come le forze politiche. Ieri nel dibattito è entrata anche la segreteria provinciale di Sel, esprimendo «piena solidarietà ai lavoratori del porto Marina di Scarlino». Anche i selliani puntao sulle scelete societarie fatte nel corso degli anni. «Il paventato licenziamento collettivo da parte della dirigenza è inaccettabile e ingiustificato. I porti turistici in Italia non soffrono di scarsa domanda di posti barca, ancorpiù dopo che la tassa di stazionamento annunciata dal governo è stata eliminata. Le ragioni dei deficit di bilancio degli ultimi anni della società del marina non possono essere riconducibili solo alle attività portuali ma forse vanno ricercate anche in altre scelte e in altri investimenti». Per Sel, quindi, la priorità va ad «un piano di rilancio del porto nel contesto del mercato del diportismo nautico, delle attività sportive come le regate veliche, il diving e così via, anche nei mesi di bassa stagione». E in tutto questo «l’impegno delle istituzioni territoriali e della regione Toscana deve essere finalizzato al rilancio delle attività del porto e alla garanzia occupazionale, senza rinvii strumentali e pretestuosi».

Alfredo Faetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA
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