Sicurezza
Dai Mattatoi di Maremma al Terzo Tra flop e dubbi, con questi è finita
GROSSETO. Alcune sono società in liquidazione salite alla ribalta delle cronache locali. In altre il Comune ha deciso di disimpegnarsi. Biografie differenti ma stesso destino: non comparire più nell’e...
GROSSETO. Alcune sono società in liquidazione salite alla ribalta delle cronache locali. In altre il Comune ha deciso di disimpegnarsi. Biografie differenti ma stesso destino: non comparire più nell’elenco delle partecipate dal Comune di Grosseto.
Il Terzo spa. L’azienda vivaistica di Roselle è stata di recente acquistata dal Gruppo Tesi di Pistoia, al quale andranno i 61 ettari dei vivai (comprati per circa 2 milioni) e, probabilmente, anche gli altri 30 dove sorgono gli immobili. Gli ex dipendenti sono in cassa integrazione e la liquidazione è affidata al ragionier Domenichelli. L'ultimo bilancio, prima della vendita, ha certificato una voragine da 1.546.965 di euro a carico del Comune, unico socio.
Mattatoi di Maremma srl. La società sorta nel 1998 sotto la giunta Antichi avrebbe dovuto gestire il mattatoio incompiuto di via Giordania ma, dopo vari contenziosi legali e indagini della Corte dei Conti, tocca all’assessore comunale Giuseppe Monaci liquidarla mentre la struttura va all’asta. Il bilancio del 2010 ha avuto un rosso di 142.056 euro che dovrà esser rimpolpato principalmente dal Comune di Grosseto, possessore del 72,47%, e dalla Camera di commercio che ha il 14%. A seguire la Provincia e altri comuni maremmani.
Fiorareti spa. La società era la proprietaria delle reti e degli impianti del servizio idrico dopo che la legge rese obbligatoria la separazione dal gestore. Vi partecipavano i 28 comuni del Grossetano e altrettanti del senese. Da tre anni è avviata la liquidazione e oggi non ha dipendenti né strutture. Nel 2010 ha avuto una perdita di esercizio di 61.977 euro da ripianare con il fondo di riserva. Il Comune aveva una quota del 17,30%. Da 3 anni è avviata la liquidazione, ha rivenduto reti e impianti all'acquedotto del fiora. Tra un mese c’è assemblea per chiudere liquidazione (non ha dipendenti nè strutture attualmente).
Far Maremma. Fabbrica ambiente rurale Maremma è una società consortile a responsabilità limitata senza scopo di lucro nata nel 2002 per favorire lo sviluppo del territorio rurale. È composto da una lunga schiera di enti pubblici e organismi privati, ha un capitale sociale di 125 mila euro ma il Comune di Grosseto sta dismettendo la propria quota del 4%.
Fidi Toscana. Nella finanziaria istituita dalla Regione, tra le varie Province e Comuni che vi partecipano, quello di Grosseto ha una quota dello 0,01% che però è in procinto di dismettere. Il capitale sociale è di 98.533.914 euro, nel 2010 212.263 mila euro di utili.
Grosseto Sviluppo spa. L’agenzia ideata per dare supporto alle imprese del territorio, tra i soci ha Camera di Commercio e Monte dei Paschi, nel 2010 ha avuto un disavanzo di 252.758 euro ovviato con l’utilizzo della riserva di rivalutazione. Le perdite sono state inferiori rispetto ai due anni precedenti (362mila e 324mila euro), il Comune sta comunque dismettendo il suo esiguo 0,45%.
Marina S. Rocco spa. La società che amministra il porto di Marina di Grosseto ha chiuso con un piccolo utile di 2.611 euro. Il capitale sociale è di 500mila euro e le quote appartengono al 95,40% a soci privati, 1,10% alle associazioni di categoria e il 3,50 % è degli enti pubblici. Di quest’ultima parte il Comune è in possesso del 3% che però è in via di dismissione.
Polo Universitario scarl. L’appendice grossetana dell'Università di Siena è quella che nel 2010 ha registrato la perdita di esercizio più alta: 1.756.839 euro. Per ripianarla è stato utilizzato il “Fondo di Riserva statutario per contributo dei soci”. Il Comune detiene il 5,35% delle quote e ha investito 171mila euro di tasca propria, più altri 400mila che venivano erogati dalla Fondazione Mps tramite bandi appositi. Tra i soci figurano anche la Provincia (186mila euro di contributi più anch’essa altri 400mila versati dalla Fondazione Mps) e la Camera di Commercio (170mila euro). Per l’anno accademico in corso la Fondazione Mps non ha ancora allestito alcun bando, rilevando così la stretta al rubinetto dei contributi.
Ato acqua e rifiuti. Nell’Ato Toscana sud e nell’Aato n.6 Ombrone ,che pianificano rispettivamente il ciclo dei rifiuti e quello idrico, il Comune ha il 4,64% e il 18,78% delle quote insieme ad altre amministrazioni del territorio. La Finanziaria del 2010 ha però soppresso i consorzi di funzioni tra gli enti locali ed entrambi verranno sostituiti da due enti. L'interim è stato affidato ai presidenti dei due cda, Paolo Nannini e Moreno Periccioli, che sono stati nominati commissari.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
