Il Tirreno

Grosseto

Aziende edili costrette a pagare due volte

Aziende edili costrette a pagare due volte

Obbligatoria l’iscrizione all’albo, ma manca la comunicazione. La burocrazia mette in crisi il comparto

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GROSSETO. Un’emorragia di quattrini continua quella che sta colpendo le imprese italiane. La Maremma, purtroppo, non fa eccezione. Se poi al calo dei guadagni, dovuto alla contrazione degli stipendi, caro carburanti e diminuzione dei consumi si affianca la burocrazia, ecco che la miscela rischia di divenire letale: erano oltre 10 mila le imprese che in tutta Italia dovevano aggiornare la propria iscrizione all’albo dei Gestori ambientali, realtà che racchiude le aziende autorizzate a raccogliere e smaltire rifiuti di vario genere. L’operazione si era imposta a causa di un cambiamento nelle normative che disciplinano la materia. Ecco che, spulciando negli elenchi disponibili in rete, è emersa quanto mai strana la situazione in cui versano 190 imprese maremmane, in particolar modo appartenenti al comparto edile: risultano tutte cancellate d'ufficio e dovranno quindi pagare la quota d’ingresso ex novo: oltre 300 euro. Sì, perché la comunicazione della procedura corretta da portare avanti, spesso, non è giunta neppure a destinazione. È così che la Confartigianato – per bocca del direttore Mauro Ciani – è intervenuta, divulgando la questione e proponendosi per sanare le posizioni in difetto.
Direttore Ciani, come vi siete accorti del problema?

«Tenevamo sott’occhio la gazzetta ufficiale. Avevamo già spinto affinchè la data di entrata in vigore di questo aggiornamento fosse posticipata. Ci eravamo riusciti, ma non è bastato. Non c’è stata un’informazione adeguata».
Come è stato divulgato il tutto?

«Per posta ordinaria. A volte la strada intrapresa è stata quella delle e-mail, ma comunque non con posta certificata».
Sono soprattutto le aziende del comparto edile ad essere in pericolo.
«Sì e non è cosa da poco. Specie per il nostro territorio». Queste 190 aziende anziché il rinnovo annuale, 50 euro, per l’iscrizione all’albo dovranno iscriversi da capo.

«Purtroppo si. Ecco che il sistema burocratico colpisce ancora una volta un settore in profonda crisi».
Come Confartigianato cosa farete?

«Abbiamo dedicato uno sportello per queste pratiche. Cercheremo di ridurre al minimo i costi cui andranno incontro le imprese. Stiamo contattando gli esclusi dall’elenco, per sapere se siano a conoscenza della situazione. Certo è che non tutti si rivolgono alle associazioni, sono preoccupato per chi resta fuori dal circuito e magari è sereno perché pensa di essere ancora in regola».

Quali sono le sanzioni previste per chi non aggiorna la propria posizione?

«I provvedimenti sono pesanti: siamo sui 3 mila euro, oltre al sequestro del mezzo e la responsabilità penale. Certo è che così non si aiutano di certo le imprese, ma se ne mette a rischio la stessa sopravvivenza».

Maurizio Bernardini

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