Il Tirreno

Grosseto

Stangata Imu sulle imprese artigiane

di Guido Fiorini
Stangata Imu sulle imprese artigiane

Studio della Cna a Grosseto: aumento medio rispetto all’Ici del 50%, ma per le botteghe si arriva anche al 75%

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GROSSETO. Non sarà un aumento, sarà una stangata. L’avvento dell’Imu al posto dell’Ici rischia di strangolare gli artigiani.

Lo dimostra uno studio della Cna sulle proprie aziende a Grosseto, circa un quinto del totale (402 su 2049) che, numeri alla mano, spiega che l’Imu invece che “Imposta Municipale Unica”, andrebbe tradotta in “Inizia a Metterti a Urlare”, con aumenti rispetto all’Ici che vanno dal 75% per le botteghe al 30% per i fabbricati costruiti per esigenze commerciali, con una media, per le varie categorie, di circa il 50% in più (49,83%).

«Il passaggio dall’Ici all’Imu – spiega il direttore, Renzo Alessandri – costerà alle nostre imprese circa 125mila euro in più, che significa oltre 600mila euro in più per tutto il comparto solo a Grosseto. In un momento di crisi come questo non è certo un toccasana, rischia di mettere in ginocchio parecchie aziende».

I numeri parlano chiaro. L’aumento più pesante lo pagheranno le botteghe artigiane (categoria c/1) che scontano una crescita della base imponibile da circa 6,5 milioni di euro a 10,5, con un’impennata passando da Ici a Imu del 75%, quasi 35mila euro in più.

Ma una stangata analoga è in arrivo per magazzini e locali deposito (categoria c/2) e per i laboratori arti e mestieri (categoria c/3) che pagheranno il 52% in più rispetto all’Ici. Aumenti solo del 30% per tutte le altre categorie.

«Come esempio – dice ancora Renzo Alessandri - abbiamo preso proprio la sede della nostra associazione. Con l’Ici pagavamo circa 4460 euro all’anno. Con l’Imu l’imposta sale a 7136 euro. Così com’è per noi, è per tutte le altre attività».

È in corso, da qualche settimana, una trattativa fra l’assessore al bilancio del Comune, Paolo Borghi, e Rete Imprese Italia per capire se è possibile recuperare qualcosa con uno sconto della Tarsu, la tassa per i rifiuti.

«Contiamo di avere almeno uno sconto sui rifiuti. Prendendo ancora l’esempio precedente, noi con la sede della Cna spendiamo di Tarsu circa 4280 euro, già comprensivi dello sconto del 20% perché smaltiamo da soli il nostro rifiuto principale, cioè la carta. Per chiarire meglio: molte aziende devono smaltire quasi tutto da sole, alla fine i rifiuti li pagano due volte. Per cui ci aspettiamo che, almeno su questo fronte, arrivi una riduzione della tassazione che compensi almeno in parte l’altra stangata».

Il settore artigiano sta attraversando un periodo difficilissimo. Ma, i titolari stanno tenendo duro, lo dimostrano i dati sull’occupazione che, pare impossibile, nel 2011 è leggermente cresciuta rispetto al 2010.

«Il momento, soprattutto in alcuni settori, penso all’edilizia, ma non solo, è davvero difficile. Eppure gli imprenditori artigiani non mollano. Il saldo fra le imprese aperte e chiuse è quasi in parità. E l’occupazione cresce, sia pur di poco: la media mensile del 2011 rispetto al 2010 è stata di 3597 addetti invece di 3461. Sono piccoli numeri, ma sono un segnale chiaro della vitalità e della tenacia del settore anche in un periodo fra i peggiori mai registrati. Certo, se ci si mette anche un pesante inasprimento della tassazione, allora i problemi diventano seri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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