Gioco
L’incubo dei villaggi chiusi guasta l’estate di Follonica
La possibilità che Veliero e Mare Sì non aprano i battenti preoccupa tutti «Sarebbe un disastro», si ripete. Ma sulle responsabilità guerra e scaricabarile
FOLLONICA. Sul caso villaggi un elemento mette tutti d’accordo: la preoccupazione per la possibile non apertura nella stagione estiva alle porte.
Il sindaco Eleonora Baldi, il capogruppo dell’opposizione Simone Turini e il presidente della cooperativa Mare Sì, Ottavio Verdi, su un punto convergono: tutti si dicono “fortemente in ansia” per i mancati introiti economici che potrebbero essere causati dalla chiusura delle due strutture di Pratoranieri, Veliero e Mare Sì appunto.
Ma mentre Turini e Verdi imputano questo rischio alla rigidità della giunta comunale, che dopo mesi non è ancora riuscita a trovare un accordo con le due cooperative proprietarie, il sindaco legge la situazione in modo opposto.
«Le nostre azioni non sono mosse per prepotenza, noi vogliamo che si rispettino le previsioni urbanistiche e la legge regionale che regola i villaggi turistici: non devono essere condomini di seconde case ma devono funzionare come imprese turistiche. Come amministrazione siamo fortemente preoccupati per la possibile chiusura di quelle strutture, ma per quanto riguarda Mare Sì nello specifico si tratta di una libera scelta della proprietà, non c’è nessun atto da noi emanato che vieti l’apertura», spiega Eleonora Baldi.
Il sindaco si lascia scappare una parola in più proprio su quell’intesa che ancora non è stata trovata dalle parti in causa. «Mi sembra che si stiano facendo pochi passi avanti», dice. Ma alla domanda se il primo accordo procedimentale quello con i soci del Veliero sia saltato, considerato che la scadenza per la firma era fissata per la settimana scorsa, ma non c’è stata, la Baldi risponde solo che «l’orizzonte appare fumoso».
Altra visione della situazione arriva dal capogruppo del Pdl: Turini critica aspramente l’azione del governo Baldi, «che non sa e non ha saputo gestire la patata bollente. La vicenda assume contorni seriamente preoccupanti», spiega Turini. «Anche sull’unico villaggio, il Girasole, sul quale era stato raggiunto un accordo procedimentale si ritorna inesorabilmente alla casella di partenza. Quell’accordo, infatti, non sta producendo alcun effetto tra quelli garantiti e anzi sta riaprendo una questione che appariva almeno in parte risolta. Il che la dice lunga sulla valenza di certi accordi e sulle prospettive che si aprono per l’intera vertenza dei villaggi, nati anni fa con l’accoppiata Bonifazi - Baldi e che ora la medesima Baldi si trova a dover gestire. Il risultato certo, indipendentemente dagli accordi, è che alla prossima stagione ormai incipiente, che aprano o che restino chiusi, la capacità di offrire ai turisti una variegata offerta ricettiva resterà nuovamente mortificata. A questo si aggiunge l’aggravante rappresentata dalla scellerata scelta di questa amministrazione di introdurre la tassa di soggiorno: il disastro è completo».
Anche per Ottavio Verdi, presidente della cooperativa Mare Sì, l’estate 2012 per Follonica «sarà disastrosa»; e come Turini rimarca il “flop” dell’accordo con il Girasole.
«Il primo cittadino – dice Verdi – continua a chiudersi in un’ostinata rigidità che tradisce l’errore di fondo dell’amministrazione: percorrere un binario morto che ostacola la riapertura dei villaggi turistici, capaci di garantire occupazione sul territorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google